mercoledì 22 Aprile 2026

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Inflazionati sarete voi

L’iperinflazione di Weimar pesa ancora come un macigno, novant’anni dopo, sulla psiche dei tedeschi. Ma c’è un posto dove ogni anno, per due settimane, i tedeschi dimenticano il terrore dell’inflazione. E’ l’Oktoberfest di Monaco di Baviera, l’annuale festa della birra, dove il consumo pro capite continua a crescere, nonostante l’aumento incessante del prezzo del Mass, il classico boccale da un litro.
L’edizione di quest’anno comincia sabato prossimo con la tradizionale cerimionia in cui il sindaco, con martellate ben assestate, apre il primo barile. Gli economisti di Hvb, la banca bavarese controllata da Unicredit, hanno dedicato all’economia della Wiesn (il soprannome locale della festa) uno studio semiserio, dal quale emerge che il prezzo del Mass toccherà in media quest’anno i 9,66 euro, un aumento annuo del 3,6%, più del doppio dell’indice generale dei prezzi al consumo, fermo all’1,5%. Dal 1986, l’indice dei prezzi dell’Oktoberfest (che comprende due boccali e un mezzo pollo allo spiedo) ha accusato un’inflazione del 4% l’anno, mentre quella generale si è fermata all’1,9%.
Fuori dai tendoni dell’Oktoberfest, i tedeschi, popolo attento al portafogli, rispondono a ogni aumento del prezzo della birra con un leggero calo dei consumi. Non a Monaco nelle due settimane della Wiesn, e non solo perché i partecipanti sono magari un po’ alticci e dimenticano così anche le loro paure più radicate: anzi, all’Oktoberfest a ogni aumento del prezzo, rilevano gli economisti di Hvb, ne corrisponde uno dei consumi. Nel 2012, il consumo pro capite ha raggiunto 1,16 Mass e quello totale, un vero fiume di birra di 7,4 milioni di litri, non ha superato il record dell’anno precedente (7,9 milioni) solo per ragioni di calendario, che hanno accorciato l’Oktoberfest di un giorno.
Cosa succederà l’anno prossimo, o quello dopo, quando presumibilmente il prezzo del Mass supererà i 10 euro? I visitatori dell’Oktoberfest non rinunceranno certo a bere, almeno stando all’esperienza degli anni 90, quando il boccale passò la soglia dei 10 marchi. Dopo una breve stagnazione, dovuta anche alle momentanee difficoltà dell’economia, già nel 1996 i consumi avevano ripreso a crescere.
Le attuali buone condizioni dell’economia tedesca, la disoccupazione ai minimi storici e il recente aumento dei salari sono tutti elementi che dovrebbero contribuire a un aumento dei consumi, dato che l’80% dei visitatori è tedesco, il 70% dalla stessa Baviera, uno dei Land in crescita più sostenuta. Per di più, sostengono all’Hvb, i tassi d’interesse bassi rendono più attraente spendere che risparmiare. Una bella bevuta di birra, un buon modo per dimenticare la politica monetaria di Mario Draghi. E, per una volta, alla faccia dell’inflazione.

 

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