
e quei pagliacci che prendevano il nome di gladiatori
Il 21 settembre 1972 gli invasori installavano sulle coste smeraldine della Maddalena, la più importante base navale mediterranea per sommergibili nucleari.
In culo ad ogni trattato, compreso quello successivo di non proliferazione del 1975, pur ratificato dall’Italia, la canaglia occupante faceva della Sardegna l’avamposto più pericoloso dell’Europa del sud.
Laddove ogni paese appena decente avrebbe dovuto immolarsi per cotanto scempio della propria sovranità, la repubblica dei pizzaioli e degli sciuscià faceva un passo avanti verso il fallimento.
Eh si, che i complici principali dei mafiosi atlantici si dicevano gladiatori, bestemmiando così l’emblema della auctoritas che fece di Roma.
Di quei gladiatori, meno degni dei figuranti sotto il Colosseo, restano le lapidi.
Dai loro epigoni siamo invasi, plebe senza neppure quella parvenza di serietà che lorsignori avevano.
Dello scempio, paesaggi, tumori, decenza e onore, l’Italia è simbolo.

