
Ai lefebvriani Papa Francesco non va proprio giù
Papa Francesco senz’altro bocciato. E con forti dubbi sulla sua fede cattolica. Parola di Matthias Gaudron, responsabile dei lefebvriani tedeschi, che in un’intervista allo Spiegel ci dà giù pesante.
LA CHIESA PERDE, LEFEBVRE VINCE- Tanto per cominciare, la profezia di Gaudron è netta: in Germania, entro 15 o 20 anni la Chiesa cattolica crollerà. Crollerà perché non ci saranno più fedeli e perché la frequenza ai Sacramenti e alla religione è molto scesa. Solo i lefebvriani, dice, stanno vicendo e continuano ad avere ordinazioni sacerdotali e presenza di fedeli: questo perché loro vivono la loro fede. Quella preconciliare. Eggià, perché il problema – ieri come oggi – resta sempre l’accettazione della dottrina espressa dal Concilio Vaticano II e, segnatamente, dalla riforma liturgica che ne è stato uno dei punti più vistosi. Sulla Messa voluta da Paolo VI attraverso il fido monsignor Annibale Bugnini, il giudicizio della Fraternità San Pio X (questo il nome ufficiale dei lefebvriani) è sempre stato quantomai negativo e contrario. Ma anche sulla dottrina conciliare, che propone e promuove temi quali il dialogo interreligioso e l’ecumenismo con le chiese cristiane non cattoliche.
UN NEMICO A ROMA- Gaudron precisa inoltre che i rapporti col Vaticano sono al momento congelati, malgrado un ultimo tentativo di dialogo sia stato fatto da Benedetto XVI poco prima di lasciare il Soglio pontificio: anzi, se proprio devono dirla tutta, a Roma c’è qualcuno che non li ama ed ha un incarico di responsabilità non da poco: è il prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede Gerhard Muller, il quale viene additato dal capo tedesco dei lefebvriani come qualcuno che non li ama e che li avversa.
IL PAPA? CONTRADDITTORIO- Ed eccoci ad una valutazione complessiva di Francesco e del suo pontificato. Bene, secondo Gaudron, il Papa ha un atteggiamento contraddittorio sugli omosessuali: “Il Papa – dice – afferma di accettare la dottrina della Chiesa Cattolica, dottrina secondo la quale l’omosessualità è un peccato. Ma dall’altra parte Francesco ha dato l’impressione che essere gay sia tutto sommato una cosa buona”. E chiarisce che la scelta è un aut-aut: o si accetta l’omosessualità, e quindi si è contro la religione cattolica, o si è nel cattolicesimo, e allora si deve rifiutare l’omosessualità. Legnate poi, a due futuri Santi il 27 aprile prossimo: a Giovanni XXIII viene rimproverata l’apertura del Concilio Vaticano II, mentre Giovanni Paolo II è accusato di aver dato l’impressione “che tutte le religioni siano uguali, ma non è vero. La Chiesa cattolica è stata fondata da Cristo, che è la Verità. Quando ho capito questa verità, non posso far finta che non m’importi quale religione uno professi. Solo la Chiesa cattolica è la vera Chiesa”. Con tanti saluti (e altrettante critiche) allo “spirito di Assisi” e ai due incontri mondiali di preghiera per la pace che il Papa polacco ha incoraggiato nel suo pontificato (incontro ripreso anche da Benedetto XVI, se è per questo). E conclude: la Chiesa di domani sarà più piccola, ma con più fede. Certo, a Gaudron piacerebbe vederne una grande e piena di cattolici convinti, “Ma se il prezzo da pagare è di annacquare la fede, allora ben venga la piccola comunità”.
IL RITORNO DI MARINI?- Chiudiamo infine con una voce che ai lefebvriani potrebbe non piacere: il ritorno in Vaticano di un personaggio di peso, l’ex cerimoniere di Giovanni Paolo II e di Joseph Ratzinger Piero Marini. Classe 1942, Marini – sia pure per breve tempo – potrebbe essere chiamato a guidare la Congregazione per il culto divino. Sarebbe un grosso colpo per monsignor Marini, attuale presidente del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali. Come ha osservato Sandro Magister sul suo blog, Marini è stato il primo co-consacrante del nuovo arcivescovo elemosiniere pontificio, il polacco Konrad Krajewski, pupillo di Bergoglio.

