giovedì 19 Febbraio 2026

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Nel mondo di facebook e nel paradiso americano

Alcune settimane fa una ragazzina americana di 12 anni, Rebecca, si suicidò gettandosi nel vuoto in un cementificio abbandonato.
Le indagini appurarono subito come negli ultimi tempi la ragazza fosse stata vittima di bullismo su Facebook: molti messaggi da lei ricevuti contenevano frasi quali «Perché sei ancora viva?» e Ucciditi».
Gli investigatori individuarono 15 ragazze di diversa età quali potenziali carnefici e i loro computer e cellulari furono sequestrati. L’ultimo messaggio scritto dalla dodicenne sul social network era: «Mi butto, non ce la faccio più».
Ora le autorità della città in cui è avvenuto il suicidio hanno arrestato una quattordicenne affermando di aver abbastanza prove per stabilire che sarebbe stata proprio lei a dare il via agli episodi di cyberbullismo e a infierire maggiormente sulla vittima, coinvolgendo un’altra dodicenne.

Tra i messaggi pubblicati su Facebook dalla quattordicenne ce n’è uno in cui ammette di aver vessato Rebecca, che per questo si è uccisa, ma afferma anche che la cosa non le interessa.
Secondo quanto riportano i giornali locali, tutto avrebbe avuto inizio dopo che la quattordicenne iniziò a uscire con l’ex ragazzo della dodicenne.
La ragazza, arrestata e interrogata, a detta dello sceriffo si è dimostrata estremamente fredda e «non ha mostrato alcuna emozione».

 

Il padre non crede che la figlia possa essere colpevole di quanto è accusata: «Mia figlia è una brava ragazza e sono sicuro al 100% che qualunque cosa dicano su mia figlia non è vero».

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