lunedì 16 Marzo 2026

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Non uscirà dalle sale del Mambo, ma tornerà a vivere in modo nuovo per pochi giorni. A cinquant’anni dalla morte di Palmiro Togliatti, e a quaranta dal suo arrivo in città, I funerali di Togliatti verrà celebrato come non accadeva da anni. Al lavoro ci sono già i vertici di Artelibro e del Museo di arte moderna, che festeggeranno la doppia ricorrenza legata alla tela di Guttuso con una piccola esposizione al Mambo e una lezione-convegno sull’opera dell’artista siciliano tenuta da Paolo Mieli.

Fu l’artista siciliano a insistere con il Pci perché l’opera, un’imponente tela di quattro metri e quaranta per tre e quaranta, finisse a Bologna. La Bologna governata dall’ex assessore di Giuseppe Dozza, Renato Zangheri. La città che, allora, era il miglior esempio di buon governo della Sinistra. Quella con la esse maiuscola. Dopo qualche mese in trincea, esposta con orgoglio a Palazzo d’Accursio, l’opera di Guttuso venne trasferita nel ’75 per inaugurare la Galleria d’Arte moderna. Oggi resta di proprietà degli ex Ds e continua a vivere, con meno onori di allora, tra le sale del Mambo di via Don Minzoni. Ma l’anniversario della morte dello storico leader Pci, insieme alla ricorrenza dell’arrivo in città della tela, diventeranno tra qualche mese l’occasione per riscoprirla. Non per mano degli ex Pci, che non sembrano particolarmente interessati a un’operazione nostalgia su Togliatti in tempi di renzismo. Né per mano della Fondazione Gramsci, che si concentrerà piuttosto sul trentennale della scomparsa di un altro leader insostituibile del Pci: Enrico Berlinguer.

A riportare I funerali di Togliatti agli antichi fasti saranno infatti Artelibro e il Mambo. Che stanno organizzando per fine settembre, quando si svolgerà il festival del libro d’arte, un doppio appuntamento dedicato all’opera di Guttuso. «Stiamo pensando a un paio di iniziative che ufficializzeremo con l’approvazione definitiva del piano delle attività», si limita a confermare il direttore del Mambo, Gianfranco Maraniello. Il Museo di arte moderna allestirà infatti un’esposizione dedicata all’opera di Guttuso. E inoltre, come spiega il presidente di Artelibro Ricardo Franco Levi, ospiterà una lezione del giornalista e storico Paolo Mieli sulla tela. «L’idea è quella di riproporre quanto fatto lo scorso giugno durante un ciclo di incontri promosso da Laterza — spiega Levi — solo che questa volta sarà davanti la tela viva e originale». Al centro della riflessione «il rapporto tra intellettuali e Pci nel dopoguerra, che nasce all’inizio dell’età berlingueriana — sottolinea Mieli — e che quel quadro testimonia come nessun altro. Le presenze e le azioni dei personaggi danno un’indicazione chiara sulla scelta politica dell’epoca». 

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