domenica 12 Aprile 2026

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Cosa si pensa dietro le barricate

 
E’ da quando la protesta è cominciata che noreporter riceve testimonianze dall’Ucraìna.
Non tutte vanno nella medesima direzione ma tutte concordano nei fondamentali.
Abbiamo appena ricevuto questo resoconto da una persona che è in piazza e che da anni porta avanti con convinzione la tesi che non c’è futuro europeo senza un’alleanza con Putin, è molto legata alle tradizioni russe, ama quel popolo e parla russo.
Ecco la sua testimonianza.
 

Il kaos era talmente vasto che davvero nessuno sapeva bene da che parte stare, politicamente o“geopoliticamente” parlando.
Ma il sentimento più diffuso era quello che già vi avevo trasmesso a dicembre.“le guardie hanno picchiato senza ragione chi manifestava, quindi io, uomo libero, manifesto contro di loro”e poi è diventato: “hanno sparato sulla gente, quindi non conta più nient’altro”.
Una situazione in cui nessuno in piazza, non militanti politici, ma gente comune, si diceva disposta a farsi rappresentare da “quella cagna della Timoshenko”.
Ora cercheranno di rappresentarla come la madrina della protesta e di sfruttarla, ma in piazza non la vuole nessuno,
Incredibilmente la sua figura non gode solo dell’appoggio dei pochi filo europeisti e filo americani legati a Soros ma dell’atteggiamento della Russia.
Putin ha commesso, o ha lasciato commettere, un errore dietro l’altro e il comportamento russo sembra fatto quasi apposta per consegnare la rivoluzione nelle mani dei nostri nemici.
Perché se fino a qualche giorno fa tutto era in bilico, senza una direzione precisa (ho incontrato in Maidan moltissimi combattenti che ribadivano di sentirsi più filo russi che filo occidentali) adesso la Russia con il comportamento che tiene, con le manovre in Crimea, crea un contagio: la gente pensa che verranno i carri armati a schiacciare il popolo a Kiev. E anche i più filo russi oggi bruciano le bandiere russe e sono disposti ad andare col diavolo pur di non abbassare la testa.
La Russia, se voleva tutelare i propri interessi, avrebbe dovuto mandare forze speciali durante la rivolta, sarebbero bastati pochi esperti per disinnescarla, Ora invece sta soltanto rafforzando l’ostilità nei propri confronti e induce la gente a pensare che l’occidente sia il minore dei mali. Non in sé ma come apparato anti-sovietico; e dico anti-sovietico perché tutto il comportamento degli ultimi mesi è quello dei vecchi tiranni comunisti.

Un’altra cosa mi preme chiarire: in occidente si spaccia l’Ucraìna dell’est come russofona e il resto di lingua ucraìna. Non è vero, la parte occidentale parla ucraìno perché per secoli (Leopoli fino alla Seconda Guerra Mondiale) è stata sotto la Polonia e quindi ha mescolato il russo e il polacco approdando nell’ucraìno (per esempio: sì in russo si dice da, in polacco tac, in ucraìno tac).
A Kiev la stragrande maggioranza della gente è russofona.
Perfino in Piazza Maidan, durante la rivolta, quasi tutti parlavano in russo.
La stessa Timoshenko quando divenne primo ministro dovette andare a lezioni di ucraìno perché lei parla russo.
Insomma è una lotta di popolo, non un confronto tra etnie. La geopolitica non c’entra nulla. Abbiamo da una parte un potere stupido e violento che fa slittare la gente verso chi ne vuole approfittare. Ma la gente su questo resiste.
Vedremo se Putin sarà sufficientemente intelligente da uscire dal pantano in cui s’è cacciato e ce lo auguriamo.

 
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