lunedì 13 Aprile 2026

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da miserabili accattoni

La risposta alla crisi? È la sharing economy, ossia un’economia basata sulla condivisione.
L’Italia pare essere un terreno particolarmente fertile per questa pratica, almeno stando alla recente ricerca Ipsos commissionata da Airbnb e BlaBlaCar.
Alcune forme di sharing economy sono ben conosciute: fenomeni come il bike sharing o il car sharing, ma anche la condivisione dell’alloggio e il coworking sono ormai familiari, e infatti il termine generico che individua tutte queste attività è conosciuto al 75% degli intervistati.
Che sia per colpa della crisi o per via di un cambiamento negli stili di vita, la sharing economy pare interessare agli italiani: il 31% (quasi un italiano su tre) afferma di esserne interessato e l’11% la pratica già; un 27%, invece, non la vede di buon occhio.
La pratica per la quale si prevede una maggiore diffusione è il ride sharing, ossia la condivisione dei passaggi sui mezzi di trasporto: ne è convinto il 57%; il 47% ritiene poi che assisteremo a uno sviluppo anche dello house sharing, la condivisione dell’abitazione.
Tutto ciò viene motivato con degli ovvi risparmi dal punto di vista economico (per il 38% degli intervistati) ma anche con l’idea che una convivenza più “etica” e attenta alla sostenibilità ambientale, fatta di collaborazione a non di competizione, non possa fare altro che bene (26%); il 22% del campione vede soprattutto un elemento di innovazione.
La condivisione pare avere un maggiore sviluppo nel Centro-Sud e particolarmente tra i più giovani: a praticare maggiormente la condivisione dell’auto sono infatti le persone tra i 18 e i 24 anni. 

Ed eccoci fottuti 

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