mercoledì 22 Aprile 2026

Antisemitismo?

Più letti

Global clowns

Note dalla Provenza

Colored


Accuse all’ospedale israelitico: a qualcuno verrà in mente d’incriminare i Nas?

«Revocate la convenzione 2013 con l’ospedale Israelitico; sospendete la determinazione del suo budget per il 2014; bloccate il rinnovo dell’accordo per l’anno in corso e revocate l’accreditamento». Lo chiede alla Regione il Nas dei carabinieri, alla fine delle indagini “penali” che, «avviate nel periodo 2007-2009», si sono sviluppate fino a qualche settimana fa, intrecciandosi con quelle dell’Agenzia di Sanità pubblica e della Corte dei conti.
«Truffa a danno del Servizio sanitario» è l’ipotesi di reato più consistente. In particolare  come emerge dall’inchiesta della procura che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati dei dirigenti dell’ospedale, in primis di Antonio Mastrapasqua che, con la presidenza dell’Inps e un’altra ventina di poltrone, cumulava anche la direzione generale dell’Israelitico, che mantiene ancora  l’ospedale spacciava per operazioni costosissime di chirurgia maxillo facciale (per esempio, plastiche alle gengive con trapianti di osso), semplici interventi ambulatoriali ai denti, dall’otturazione di una carie all’estrazione di un molare.
«Il valore del danno erariale» viene stimato in «14 milioni 301mila 996 euro». Ma, proprio ieri, per la seconda volta, il Tar, ha accolto il ricorso dell’Israelitico contro la decisione della Regione che, in autotutela, aveva chiesto il recupero delle somme pagate per la remunerazione delle prestazioni sub iudice. Il Tar ha insomma replicato l’ordinanza del 12 giugno scorso e fissato all’8 ottobre la data per l’udienza che entrerà nel merito del contenzioso RegioneIsraelitico.
Tant’è, mentre i giudici amministrativi danno tregua all’ospedale che fa riferimento alla Comunità ebraica, il comandante del Nas, Dario Praturlon, scrive una lettera di sette cartelle e tre giorni fa la invia alla Regione: «L’incongruità e l’inappropriatezza delle prestazioni» consistevano nella pratica di «utilizzare sistematicamente, nella scheda ospedaliera di dimissioni, codici (delle patologie trattate; ndr) diversi da quelli riportati nelle cartelle cliniche». Di queste, «12mila 159, il 94 per cento del totale, sono risultate incongrue (diverse; ndr) e inappropriate». Taroccate, quindi. Una «pratica sistematica» resa possibile dalla benevolenza, se non dalla complicità, di ex dirigenti della Regione, ora indagati. «Questo Nas», è scritto nella lettera, «informava la procura della Repubblica, che oltre a ravvisare ulteriori ipotesi di reato per falso e truffa a carico degli amministratori dell’ospedale, indagava anche alcuni funzionari della Regione, in concorso tra loro, per abuso d’ufficio».
È la prima volta, almeno nel Lazio, che il Nas chiede la revoca di un accreditamento, la sospensione della determinazione del budget per un ospedale i cui dirigenti sono ancora sotto giudizio. È così per l’Israeilitico oggi. In futuro il precedente potrebbe valere per altri centri. Il Nas non ha aspettato il pronunciamento del giudice. Anzi, i carabinieri hanno rincarato la dose proprio di fronte al ricorso dell’Israelitico contro il provvedimento della Regione per il recupero in autotutela della remunerazione delle prestazioni dell’ospedale e alla prima ordinanza del Tar sfavorevole per la Regione.

 

Cosa accadrà ora? La vicenda è destinata a fare scuola a seconda delle pieghe e degli sviluppi che assumerà. In Regione vige la consegna del silenzio. Solo il governatore, Nicola Zingaretti, commissario di governo alla Sanità, qualcosa dice: «Stiamo valutando con grande scrupolo le richieste del Nas, l’orientamento dei giudici amministrativi, i risultati dell’indagine della procura e di quella da noi avviata e che ha fatto scattare controlli ancora più stretti sulle prestazioni assicurate in regime di accreditamento non solo dell’Israelitico ma dell’intero sistema ospedaliero, nel rispetto della legalità, della trasparenza e dello stato di diritto

 di ognuno e di tutti».

 

Nell’ospedale Israelitico (120 posti letto), gli oltre 400 addetti, tra dipendenti e collaboratori, aspetteranno preoccupati i pronunciamenti dei giudici, penali, contabili e amministrativi, e le scelte della Regione dopo le richieste dei carabinieri.

 

Ultime

Un’infanzia di peso

Non sono solo pochi, sono anche obesi

Potrebbe interessarti anche