
Il noto social network viola la legge sulla privacy europea : parte la class action.
Max Schrems è tornato alla carica contro Facebook, ma adesso ha un esercito di 25.000 persone.
Se il nome di questo ormai ex-studente austriaco non vi dice niente è perché l’ultima volta che ha ricevuto notorietà internazionale è stata alla fine del 2011.
Allora, Schrems aveva deciso di vedere se Facebook – o, per la precisione, la sede irlandese che ha giurisdizione per l’Europa – rispettasse le leggi sulla privacy, scoprendo che così non era.
Da allora, Facebook è diventato una sorta di “nemico prescelto” per Schrems il quale, insieme ad altri due amici ha approfondito la questione a lanciato il sito Europe Versus Facebook.
Oggi assistiamo al passo successivo: il lancio di una class action (cui è ancora possibile aderire) contro il social network per violazione della privacy.
I 25.000 di cui parlavamo all’inizio sono le persone che già hanno aderito, ai quali – stando a quanto è riportato sul sito Europe Versus Facebook – se ne sono già aggiunte altre 20.000.
Schrems e tutti gli altri partecipanti alla class action pretendono un risarcimento di 500 euro a testa, la modifica delle politiche seguite da Facebook per il trattamento dei dati personali e una maggiore trasparenza.
«Ci piace lamentarci sempre dei problemi circa la protezione dei dati in Europa» – ha dichiarato Schrems – «e adesso è arrivato il momento per farci riconoscere i nostri diritti fondamentali».