mercoledì 15 Aprile 2026

Come la mettiamo con il femminicidio?

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Sangue ovunque, tre cadaveri, quello di una donna e di due bimbi, un corpicino in fin di vita. E un appartamento trasformato in un mattatoio. Strage in famiglia a Roma. Khadija El Fatkhani, casalinga di 42 anni, litiga con il marito e lo ferisce all’addome con un coltello, uccide a colpi di mannaia due figli, riduce in fin di vita la terza bimba e si toglie la vita. E’ stata trovata nella vasca da bagno con un taglio alla gola e una cinta al collo, i cadaveri dei bambini, di 9 e 3 anni, in due stanze diverse, riversi sul pavimento con numerose ferite. Una terza figlia di 5 anni, l’unica viva ma in condizioni gravissime, è stata trasportata in ospedale e sottoposta a un disperato intervento chirurgico: ora “è stabile e sedata”. La famiglia è di nazionalità marocchina e viveva da 10 anni in un palazzo occupato da stranieri in via Carlo Felice 69, nel quartiere romano di San Giovanni.

Omicidio-suicidio a Roma. Sequenze dell’orrore all’alba in un appartamento al quarto piano di un edificio di inizio ‘900 in via Carlo Felice, a San Giovanni. Nella casa al quarto piano c’era sangue dappertutto. E in cucina gli agenti hanno sequestrato una mannaia e nel bagno un coltello. Entrambi erano sporchi di sangue.

Gli investigatori hanno rintracciato il padre dei piccoli, Idris Jeddou 42 anni, che da ieri notte è ricoverato al San Giovanni con una ferita da arma da taglio all’addome. L’uomo agli inquirenti, in un primo momento, aveva raccontato di essere stato aggredito da uno sconosciuto sotto casa “durante un tentativo di rapina”. Poi in ospedale è crollato. “Non immaginavo finisse così”, ha ripetuto disperato in lacrime agli infermieri e agli agenti. Non immaginava che la moglie Khadija dopo avere colpito lui al culmine di una lite si sfogasse anche con i tre figli uccidendone due per poi impiccarsi. Idris ha cercato di coprire la moglie fino alla fine. Poi ha raccontato la verità: “Ma non potevo sapere finisse così? Litigavamo, lei mi ha colpito. Ho detto la storia della rapina per non metterla nei guai, la ferita sanguinava, il sangue non si fermava e allora sono venuto qui ma se avessi saputo…”, ha detto Idris distrutto in ospedale, dove si trova anche la piccola figlia sopravvissuta che è stata sottoposta a “un’operazione alla trachea andata bene e ora è stabile e sedata. Le sue condizioni sono serie e appena sarà possibile verrà trasferita al Bambino Gesù”, ha spiegato il dg dell’azienda ospedaliera San Giovanni di Roma, Ilde Coiro. “L’intervento coordinato dal primario di otorinolaringoiatria, Angelo Camaioni, lo stesso che operoò Giovanni Paolo II, è riuscito. Ora sta ora subendo un’altra operazione ortopedico a una mano, ma non può ancora dirsi fuori pericolo di vita”, ha aggiunto Salvatore Passafaro, direttore sanitario dell’ospedale.

La ‘tragedia familiare’ è stata una delle prime ipotesi su cui gli investigatori hanno iniziato a indagare. Nella serata di ieri, durante una lite, la donna, di 42 anni, ha accoltellato il marito all’addome. L’uomo non riusciva a fermare emorragia e si è presentato in ospedale riferendo di essere stato vittima di un tentativo di rapina vicino casa, coprendo così la moglie. Intanto in casa si consumava l’orrore. Il medico legale intervenuto sul posto ha accertato che la donna è morta impiccata e trovata nella vasca da bagno con una parte della cinta al collo e l’altra attaccata allo scaldabagno e una profonda ferita alla gola.

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