
I lager evidentemente non fanno più trendy
Niente Cena della Memoria. A un prezzo di 50 euro si potevano degustare piatti preparati da 17 fra i migliori chef del Lazio, al terzo piano di Eataly e così finanziare il progetto “Treno della Memoria“. Ma le adesioni sono state solo 5 e la cena, prevista per stasera 13 gennaio, è saltata.
Il progetto, organizzato dall’associazione Terra del Fuoco, intende portare i ragazzi delle scuole d’Italia con il treno per visitare il campo di concentramento polacco di Auschwitz-Birkenau, il lager nazista dove trovarono la morte fra 1,1 e 1,5 milioni di persone, in grandissima maggioranza ebrei.
Questa sarebbe stata la terza edizione della Cena della Memoria. L’anno scorso erano stati raccolti cinquemila euro, frutto di un centinaio di sottoscrizioni. E per portare uno studente ad Auschwitz servono 350 euro. Scrive Claudia Voltattorni sull’edizione romana del Corriere:
«Le adesioni sono state pochissime: Eataly ci ha chiamato e ci ha detto che erano costretti ad annullare la cena», dice Oliviero Alotto, presidente di Terra del Fuoco. «Siamo molto dispiaciuti», aggiunge. […] Ma il problema, dice Alotto, «temo che riguardi il tema della Resistenza e dello Sterminio: argomenti che interessano sempre meno persone, forse si preferisce dimenticare». […]
Secondo Eataly, invece si è trattato solo di «una sbagliata tempistica nella scelta della data della cena: troppo a ridosso delle vacanze di Natale, le persone magari sono appena tornate dalle ferie e ancora devono organizzarsi». L’annullamento della cena è stato deciso venerdì scorso: solo 5 le prenotazioni al sito del ristorante. Troppo poche per far muovere 17 chef da tutta la regione che avrebbero cucinato gratuitamente. Erano attesi: Fabio Nitti, Meze’ Bistrot, Federico Delmonte, Dino De Bellis, Danilo Ciavattini, Lucio Pompili, Vincenzo D’Amato, Marco Davi, Eliana Catalani, Luciano Monsillo. Giovanni Terracina, Dario Bascetta Greco, Il Mondo di Laura, Danilo Valente, Dolci di Sezze, Tiziano Mita, Andrea De Bellis.
Nulla è perduto però. Da Eataly fanno sapere che «non si tratta di un annullamento ma solo di una sospensione per poi uno spostamento ad una nuova data». E stavolta «avremo più tempo per organizzarla al meglio».

