
Conferme: se non sostieni Berlino sei un servo sciocco degli Wasp
Non c’è solo lo spread BTp-Bund. È vero che per un italiano quando si sente parlare di spread il collegamento cade direttamente alla differenza di rendimento tra il titolo decennale italiano e quello tedesco. Perché in un certo qual modo questo parametro indica tante cose: quanto costa in più (in termini nominali) sostenere il debito pubblico per l’Italia, un eventuale differenziale di inflazione tra i due Paesi. Lo spread BTp-Bund a ruota può indicare indirettamente anche quanto costa di più chiedere un finanziamento in banca da parte di un’impresa italiana rispetto a una competitor tedesca.
Ma non c’è solo lo spread BTp-Bund. Gli investitori in realtà osservano con molta più attenzione un altro spread, quello tra Stati Uniti e Germania, ovvero la differenza di quanto rendono i Treasury a 10 anni degli Stati Uniti e quanto rende il rispettivo Bund tedesco. Questo parametro allarga il confronto a Stati Uniti ed Eurozona (rappresentati dalla Germania che resta nonostante tutto il Paese rifugio), alle politiche monetarie delle rispettive banche centrali.
Lo spread Usa-Germania è in grado di influenzare direttamente l’andamento del cambio euro/dollaro che, a sua volta, è in grado di impattare sulla quotazione del prezzo del petrolio e delle altre materie prime, sull’andamento dei mercati azionari.
Sarebbe forse un po’ esagerato dire che tutto si muove a cascata dallo spread Usa-Germania, ma non sbaglia chi sostiene che è uno dei parametri guida oggi per capire dove e se c’è trippa per gatti.
Il rendimento dei titoli obbligazionari governativi è la sintesi di complesse valutazioni di mercato; in esso infatti sono ricomprese le aspettative sulle future dinamiche inflazionistiche, sulle politiche monetarie e sulle prospettive economiche. Se confrontiamo titoli di stato denominati in valuta estera è necessario inoltre considerare le aspettative che gli operatori hanno sull’evoluzione del relativo tasso di cambio.
Del resto l’andamento di questo parametro nelle ultime settimane è stato fortemente indicativo. A fine aprile è arrivato a sfiorare i 200 punti base per poi arretrare violentemente in area 150 (si veda il grafico). Non a caso la discesa dello spread è coincisa con un rafforzamento dell’euro perché viceversa, tendenzialmente, quando lo spread Usa-Germania sale, il dollaro americano tende ad apprezzarsi verso l’euro.
«Il differenziale tra US Treasury e Bund è molto importante e lo osserviamo con attenzione. Il livello di 200 punti base è molto elevato dal punto di vista storico, oggi siamo scesi a 150 punti base. Questo differenziale è un indicatore dello stato di salute dell’economia degli Stati Uniti rispetto a quella europea e oggi segnala che le attese sulla crescita degli Stati Uniti sono più positive rispetto a quelle dell’area euro – indica Johhny Debuysscher, Cio Fixed Income di Petercam -. La crescita nominale negli Usa è di circa il 4,5%, mentre nell’area della moneta unica è del 2,5%. Una differenza importante è che gli Stati Uniti alzeranno i tassi nel corso del 2015, mentre l’Eurozona non lo farà prima del 2017/2018».
«Negli ultimi otto anni si è manifesta una tendenza tale per cui in momenti di incertezza sui mercati lo spread tra il decennale statunitense e quello tedesco si restringeva; questo fenomeno si è verificato durante la crisi dei mutui subprime del 2008, durante la crisi del debito europeo nel 2011 e con le tensioni relative alla conclusione del “Qe” statunitense nel 2013. Al termine di questo primo semestre del 2015 stiamo assistendo ad una correzione generalizzata dei mercati e a un diffuso nervosismo degli operatori che potrebbe confermare questo trend storico – spiegano dall’Ufficio Studi di Copernico Sim -. Nell’attuale contesto di mercato le valutazioni di questi titoli sono influenzate in modo preponderante dalle manovre straordinarie di polita monetaria intraprese dalle rispettive banche centrali. Di conseguenza è lecito attendersi un rialzo dei rendimenti del decennale statunitense e una certa stabilità per quello tedesco».

