
La nuova Yalta ormai formalizzata sui fronti ucraìni
Lasciati scannare tra loro gli idealisti e i fanatici, Mosca e la sua dependance in coabitazione, Kiev, iniziano a stabilizzare l’accordo di tre anni fa tra Cremlino e Casa Bianca nella spartizione locale. Intanto i due eserciti cooperano tra loro nelle manovre congiunte con la Nato.
L’esercito ucraino ha iniziato il ritiro dal fronte, nella zona di Donetsk, di carri armati, pezzi di artiglieria di calibro inferiore ai 100 mm e mortai di calibro inferiore ai 120 mm verso postazioni ad almeno 15 chilometri di distanza.
Lo ha fatto sapere il portavoce dello stato maggiore delle forze armate di Kiev, Leonid Matiukhin. Anche i ribelli separatisti di Donetsk hanno annunciato
di aver iniziato il ritiro dei carri armati nel distretto di Novoazovsk.
All’inizio del mese le autorità di Kiev e i ribelli separatisti hanno annunciato l’inizio del ritiro delle armi anche dal fronte nella zona di Lugansk come previsto da un accordo raggiunto il 29 settembre a Minsk dai rappresentanti del gruppo di contatto (Mosca, Kiev, separatisti e Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) sul conflitto nel sud-est ucraino.

