venerdì 24 Aprile 2026

La CIA taglia i fondi

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Il Ministro dell’Interno chiede che i due servizi segreti Italiani, Sisde e Sismi vengano fusi e se ne
crei solo uno. Che la “casa base” abbia tagliato i fondi?

ROMA – E’ necessario creare un unico servizio di intelligence al posto dei due servizi segreti attualmente esistenti (Sisde e Sismi). Lo ha detto il ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu nel corso di un’audizione alla Camera. «E’ indispensabile uno strumento di intelligence unitario, compatto, agile ed efficiente», ha detto il ministro. «Penso ad un unico servizio a competenza generale, posto alle dipendenze del presidente del Consiglio dei ministri e articolato in branche specialistiche».
SERVIZIO UNICO – Per Pisanu il coordinamento degli interventi è particolarmente importante in materia di controspionaggio e di contrasto al terrorismo sia interno che internazionale. Attualmente i servizi segreti sono due, uno civile ed uno militare: il Sisde (Servizio per le Informazioni e la Sicurezza Democratica), che dipende dal ministero dell’Interno, ed il Sismi (Servizio per le Informazioni e la Sicurezza Militare) alle dipendenze del ministero della Difesa. Per Pisanu, la disciplina dell’attività di controllo deve assicurare «standard di riservatezza che sono condizione assolutamente indispensabile per la tenuta dell’intero sistema e per la stessa possibilità di acquisire informazioni dai servizi degli altri Paesi con cui collaboriamo». Secondo il ministro, esiste un rapporto diretto tra garanzia di segretezza e possibilità effettiva di scambiare informazioni con i servizi degli altri Paesi. Alla Camera è in esame un disegno di legge di riforma dei servizi segreti e le osservazioni del ministro sugli standard di riservatezza lasciano intuire che ora la situazione non è ottimale.
LEGAMI TRA I TERRORISTI – Tra i motivi che rendono necessario un servizio unico, ha sottolineato Pisanu, l’esigenza di fronteggiare eventuali collegamenti fra eversione interna ed internazionale.
«Al momento la valutazione è che i segnali lanciati da alcune organizzazioni italiane con numerosi documenti (di gruppi eversivi ndr) non siano stati raccolti dal radicalismo islamico, verosimilmente per diffidenza e timori di contaminazione ideologica. Ma taluni, seppur timidi accostamenti, dicono che diffidenze e timori possono anche cadere».
PIU’ CONTROLLI PARLAMENTARI – Pisanu ha sottolineato la necessità che «la disciplina delle attività di controllo sia severa e scrupolosa». I rischi legati alla «concentrazione di poteri» che scaturirebbe dalla trasformazione dell’attuale sistema binario dei servizi di intelligence in sistema unico possono «essere agevolmente contenuti – ha detto il titolare del Viminale – rafforzando adeguatamente il sistema dei controlli amministrativi, e soprattutto parlamentari».

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