lunedì 13 Aprile 2026

Gli Usa ricattano

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Non cedono sui dazi se non paghiamo il loro esercito

 

L’amministrazione vuole che gli alleati salgano almeno al 2% del Pil. Il «ricatto» militare, come qualcuno lo ha ribattezzato, è un monito in particolare alla Germania accusata da Trump di essere in forte debito visto che, nonostante il Paese sia in salute, paga solo l’1% del suo Pil alla Nato. E il segretario al Commercio, Wilbur Ross, giovedì con l’annuncio dell’adozione dei dazi aveva sottolineato come le esenzioni saranno basate sugli interessi della sicurezza nazionale Usa, intesi in senso lato, dall’occupazione agli effetti su singole industrie. 
Una prima indicazione al riguardo potrebbe arrivare da Bruxelles, dove si è svolta la trilaterale Usa-Ue-Giappone. «Ho avuto un confronto franco con gli Usa sul serio problema dei dazi», riferisce la commissaria Ue al Commercio Cecilia Malmstroem. «Essendo stretto partner sulla sicurezza ed il commercio degli Usa – prosegue – l’Ue deve essere esclusa dalle misure annunciate». Malmstroem ha incontrato il rappresentante Usa per il commercio estero Robert Lighthizer e il ministro giapponese dell’Economia Hiroshige Seko. «Non c’è ancora chiarezza sull’esatta procedura Usa per l’esenzione, le discussioni proseguiranno la prossima settimana», avverte la politica svedese. Ma Trump, parlando con Macron ieri al telefono, ha ribadito che «la sua decisione è necessaria e appropriata per proteggere la sicurezza nazionale» anche se la Casa Bianca ha fatto sapere che i due leader «hanno discusso modi alternativi per affrontare le preoccupazioni degli Usa».
Chiarezza c’è invece su aliquote e scadenze: 25% sull’acciaio e al 10% sull’alluminio stranieri, ed entrata in vigore a 15 giorni dall’annuncio. Ad essere esentati dai dazi sono Canada e Messico, eccezione subordinata all’esito positivo della rinegoziazione del Nafta. A questi si aggiunge l’Australia, come ha preannunciato lo stesso Trump su Twitter. 

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