mercoledì 21 Gennaio 2026

Così pagheremo anche il lavoro dei bambini

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Lavori da casa e ti pago con la gift card di Amazon. Non un voucher dell’Inps ma un buono regalo, una sorta di carta prepagata spendibile solo nei punti vendita di una determinata catena di negozi. E’ l’offerta pubblicata online da Globalme Localization: una startup con sede in Canada, priva di uffici e contatti telefonici in Italia, che si occupa «di linguaggio e tecnologia, localizzando software, dispositivi indossabili, applicazioni e siti web».
L’offerta è rivolta addirittura ai minorenni: «Siamo alla ricerca di candidati madrelingua italiani (adulti e bambini) di età superiore ai 6 anni, per un progetto di raccolta dati in cui i candidati selezionati dovranno registrare alcune frasi online per testare le funzioni di un dispositivo di riconoscimento vocale» si legge nel bando pubblicato sul sito e su tutti i principali portali dedicati alla ricerca di lavoro, da Indeed a Linkedin, da Subito.it a Jobrapido. Ma «un adulto può aiutare il minorenne a completare il progetto» concede l’azienda. D’altro canto il consenso scritto dei genitori è obbligatorio, ma il testo non vi fa accenno. Scopo del “progetto” è «registrare alcune frasi per una durata complessiva di 45 minuti fino al massimo di un’ora» – ma tanto basta per chiamarlo comunque “contratto a termine” – e «può essere svolto online ovunque il candidato si trovi». Un’attività di telelavoro dunque, eseguibile da remoto, in cambio di «Gift card di Amazon del valore di €25», ma «sono disponibili anche altre valute» comunicano. Livello di anzianità ovviamente non applicabile; ferie, malattia, contributi e 13esima neanche a parlarne.

E bisogna pure sbrigarsi , il termine per partecipare scade il 10 agosto: «I posti sono limitati per questo progetto, perciò consigliamo di fare domanda il prima possibile. I requisiti sono banali, basta essere madrelingua italiano o parlarlo e «fluentemente senza accento straniero» ed essere capaci di « leggere e scrivere chiaramente», senza «disturbi del linguaggio o problemi di lettura». «E’ la prima volta che lo sento» ci dice l’avvocato Stefano Chiusolo, esperto di diritto del lavoro: «Se le parti si mettono d’accordo è possibile, certo in questo caso è l’azienda a decidere dove il dipendente deve spendere la propria retribuzione». Sarebbe interessante sapere cosa ne pensa di queste nuove formule salariali il ministro del Lavoro Luigi Di Maio, che ha giurato lotta alla precarietà e allo sfruttamento: a conti fatti, il reddito di cittadinanza da lui proposto è estremamente più conveniente.

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