L’assassinio di Enrico Mattei

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Bescapé (Pavia), 27 ottobre 1962

Enrico Mattei, punta di lancia della ricostruzione energetica italiana e della politica di autonomia del Mediterraneo veniva assassinato  dall’esplosione di un ordigno a bordo del suo aereo privato quando era già in vista dell’aeroporto di Linate.
Con lui morivano altre due persone: il giornalista americano William Mc Hale, nel cui bagaglio era stato probabilmente nascosto l’esplosivo, e il pilota Irnerio Bertuzzi,
Irnerio Bertuzzi, tenente di aviazione nella Repubblica Sociale Italiana, fu pluridecorato pilota della Regia Aeronautica, e poi dell’Aeronautica Nazionale Repubblicana, specialità aerosiluranti, durante la seconda guerra mondiale. Insignito di tre Medaglie d’argento e una di bronzo al valor militare, e della Croce di Ferro di I e II classe tedesche.
Chi li ha uccisi? La politica di Mattei dava fastidio a Inghilterra, Stati Uniti ed Israele e ad alcuni settori francesi (per il suo sostegno alla causa nazionale algerina).
Aveva messo in scacco le Sette Sorelle favorendo l’ascesa dei paesi produttori di petrolio, aveva aperto a relazioni internazionali non allineate che coinvolgevano i rapporti con la Russia sovietica, sostenuto dall’ala autonomista italiana di Gronchi e Fanfani.
Aveva sfidato apertamente gli Stati Uniti sostenendo in Iran Mossadeq e per finire con l’Eni che presiedeva aveva rifiutato contratti di collaborazione e di forniture con Israele. Contratti che il suo successore, Cefis, avrebbe firmato come primo provvedimento della sua presidenza.

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