domenica 15 Marzo 2026

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altLéon Frederic anima del Belgio

Léon Frederic nasce a Bruxelles nel 1856 figlio di un facoltoso gioielliere. Dai genitori, Eugène Frederic e Félicie Dufour, riceve un’educazione cattolica di tendenza liberale. Trascorre la sua infanzia ad Uccle e a sette anni entra nel pensionato dell’Istitut des Joséphites a Melle. Nel 1871 inizia a lavorare come apprendista dal pittore decoratore Charles Albert, e frequenta i corsi serali dell’Accademia d’Arte di Bruxelles. Nel 1874, lavora nell’atelier di Jean Portaels. L’anno seguente si unisce ad altri giovani pittori per affittare un atelier collettivo in cui può esercitarsi con modelle viventi. Dal 1876 al 1878, prepara opere per il Premio Roma che non riesce ad ottenere. Il padre gli offre un viaggio di studi in Italia della durata di un anno. Nel 1878 fa il suo debutto nel gruppo Essor che riunisce tendenze pittoriche realiste. Nel 1882 scopre l’opera del pittore naturalista Jules Bastien Lepade nel Salone di Bruxelles. Léon Frederic sviluppa in modo personalissimo sua arte che è il bizzarro incontro tra un naturalismo manierista con la ricchezza del quattrocento e quella dei maestri fiamminghi. Nel 1883 è salutato come pittore pieno di promesse per il suo trittico Les marchands de craie, che unisce la modernità al genio dei maestri antichi e, dal 1890, diviene il pittore più popolare del Belgio insieme a Meunier ed Eugène Laermans. Questa tela, come molte altre successive, rende conto dell’ineguaglianza sociale nella società belga. Frederic è sensibile alle miserrime condizioni del proletariato che evidenzia nei trittici Le Peuple verra un jour le lever du soleil (1890-1891) e Les âges de l’ouvrier (1895-1897) che oggi è esposto nel Museo d’Orsay a Parigi). Questa opera è un interessante documento sociale e storico. L’ispirazione per il trittico è data all’artista dalla sollevazione popolare di Bruxelles del 1893. Frederic mette in scena una folla desiderosa di scappare da un epoca dolorosa, davanti una giovinetta vestita di rosso. Il colore dell’abito allude ai drappi rossi portati dai manifestanti nei moti del 1893. La tavola centrale ricorda anche alla secolarizzazione che, nelle città, prende proporzioni inquietanti. Si vede sullo sfondo la cattedrale di Saints-Michel-et-Gudule nel Marolles, ma l’artista rappresenta la città del punto di vista del popolo. Nello stesso pannello si può vedere, in prospettiva tronca, il municipio e l’ospedale Saint-Pierre; nel pannello di sinistra s’intravede invece la prigione di Saint-Gilles. Gli stessi luoghi, palazzo di giustizia, ospedale e prigione definiti cinicamente da Octave Maus “i grandi luoghi della villeggiatura operaia”. Il pannello di sinistra evoca anche l’erezione della croce, mentre quello di destra ricorda la Vergine ed il bambino. Frederic si distingue dagli altri artisti realisti e simbolisti per la venerazione del corpo umano da lui considerato immagine e riflesso dell’anima. S’interessa egualmente alla vita rurale
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