mercoledì 18 Febbraio 2026

Il sangue che non fa audience

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altCarneficina in Siria ad opera dei paladini dei “diritti umani”

A Jish ash Shughur  si combatte e si muore. Blogger e fonti dell’opposizione in esilio hanno riferito che i residenti temono un massiccio ingresso in città di carri armati, ora schierati intorno, e chiedono aiuto. Testimoni parlano di cecchini sui tetti, elicotteri militari in volo, raccolti bruciati nei campi e perfino soldati con la barba, cosa vietata nell’esercito siriano, che fa pensare a milizie esterne.
Da venerdì le vittime sono almeno 37, secondo una ong siriana, l’Osservatorio dei diritti umani. La tv di stato parla invece di 120 poliziotti uccisi complessivamente, 82 dei quali in un assalto di “gruppi armati” al quartiere generale della sicurezza in città. Il ministro dell’Interno, Muhammad Ibrahim al-Chaar, ha detto in un comunicato letto in tv che “lo Stato non resterà a braccia conserte” di fronte agli “attacchi armati che attentano alla sicurezza della Patria”. Sul fronte diplomatico, oggi l’Alto rappresentante per la Politica estera dell’Unione europea, Catherine Ashton, ha condannato “le continue brutalità e violenze in Siria” e ha deplorato “la crescente perdita di vite umane causate dalla politica di repressione delle autorità siriane”.
E te pareva. Da che parte poteva stare la Ashton se non da quella dei fondamentalisti – islamici, ebraici, biblici – che insanguinano il Paese sostenuti da Washington?

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