
Nel settore un tempo tutti lavoravano per la Fiat ora lavorano per l’Asia
«Dietro alla maggior parte dei carrozzieri oggi non c’è più capitale italiano, la proprietà è sempre più straniera. Un tempo tutti lavoravano per la Fiat, oggi nessuno. I committenti sono aziende cinesi. Il rischio è che un enorme patrimonio di eccellenza venga disperso». Così, Leonardo Fioravanti, presidente del gruppo carrozzieri Anfia lancia l’allarme sullo stato del settore.
A parlare sono soprattutto i numeri: se vent’anni fa i lavoratori del comparto erano 10 mila, oggi se ne contano 3.500 per un volume d’affari di mezzo miliardo di euro. E la maggior parte delle aziende ormai è in mano straniera: dall’Italdesign di Giugiaro, acquisita dalla Volkswagen, alla Idea Institute partecipata da capitali cinesi, fino alla Trilix controllata dall’indiana Tata Motors, gli stilisti italiani ormai resistono grazie alle commesse estere. Pininfarina, che opera sul mercato cinese dal 1996 ha aperto lo scorso anno un centro di ingegnerizzazione a Shanghai, Bertone ha inagurato qualche mese fa la filiale a Pechino.

