mercoledì 18 Febbraio 2026

Sarebbero queste le minacce di Assad

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Ecco quello che ha sostenuto il Presidente siriano e che nostra la stampa ha volutamente travisato

Durante l’intervista concessa alla televisione russa il 30 ottobre scorso, il Presidente della Repubblica Araba Siriana, Bashar Al Assad, ha affermato che la Siria è un Paese che riveste una posizione molto particolare dal punto di vista geografico, geopolitico e storico, ossia una posizione di convergenza di tutte le componenti del Medio Oriente e una sorta di faglia sismica. Perciò ogni tentativo di scuotere questa faglia porterà ad un forte terremoto ad ampio raggio che danneggerà tutta la regione, con il risultato che se dovesse scuotersi il Medio Oriente si scuoterà anche tutto il mondo e ogni scenario di questo tipo avrà un prezzo molto maggiore di quello che il mondo potrebbe sopportare.
Il Presidente ha aggiunto che la Russia conosce bene il pericolo insito nei tentativi di un intervento straniero in Siria e perciò ha giocato un ruolo importante in campo internazionale. L’ultima azione di cui si è resa protagonista, cioè l’imposizione del veto in Consiglio di Sicurezza, indica che la Siria può contare sulla posizione della Russia e sul proseguimento del suo appoggio, non solo in difesa della Siria stessa, ma anche della stabilità del mondo.
Al Assad ha assicurato che la Siria collabora con le forze locali, sia quelle presenti precedentemente che quelle formatesi durante la crisi, considerando che la comunicazione con tali forze è molto importante, e ha ribadito che il popolo siriano è contro un intervento straniero, sottolineando che il principio basilare è quello dell’adozione del dialogo come mezzo per arrivare alle soluzioni che garantiscano la stabilità in ogni paese. Le sanzioni occidentali e l’embargo nei confronti della Siria colpiscono il popolo siriano, ma non soffocano il Paese, che vive della propria produzione e delle esportazioni e che saprà aggirare tale embargo in larga parte ed adattarsi a questa nuova situazione.
Il presidente ha affermato infine che la Siria dispone di informazioni provenienti dalle indagini svolte sui gruppi di terroristi circa la presenza di operazioni di contrabbando di armi avvenute attraverso i confini siriani, che sono molto difficili da controllare, dai paesi limitrofi e di finanziamenti arrivati da persone che controllano queste operazioni dall’esterno e in diversi Paesi, facendo anche riferimento al fatto che quando un Paese è minacciato da un punto di vista militare o della sicurezza l’equilibrio delle forze perde valore.
E’ intanto iniziato a Damasco la mattina del 30 ottobre scorso il forum nazionale per il dialogo economico, a cui hanno partecipato circa 300 persone in rappresentanza dei diversi settori della società e degli enti sociali, economici e scientifici. Il forum rientra nella campagna di riforme e di approfondimento delle basi del dialogo circa le principali questioni nazionali sulla base della partecipazione di massa e della responsabilità, allo scopo di sviluppare una visione comune sulle questioni delle riforme economiche e sociali.
Il presidente del Consiglio, il Dottor Safar, ha affermato che non si tornerà indietro sulla strada delle indicazioni adottate nel processo di riforma economica e ciò che si chiede in questa fase è lo studio, la valutazione e il voto della politica economica e sociale.
Safar ha assicurato che quello delle riforme è un processo integrato nella sua dimensione politica, mediatica, giuridica e amministrativa e che la riforma economica rappresenta una parte di un processo più vasto i cui elementi si combinano fra loro e sono in continuo sviluppo per realizzare gli obiettivi richiesti nei diversi settori.

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