sabato 11 Aprile 2026

A chi l’America? A noi!

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La finiranno di fare gli indiani

I nativi americani (pellerossa, maya, incas, aztechi e altri) derivano da popolazioni asiatiche che intorno a 20-25 mila anni fa – in piena era glaciale – iniziarono a migrare nella Siberia orientale e poi attraversarono lo stretto di Bering per colonizzare le Americhe. Questo è conosciuto da tempo, ma non era chiaro da quale zona dell’Asia fossero partiti. La regione nella quale erano insediati ora è stata identificata da una ricerca dell’Univeristà della Pennsylvania provenivano dall’area appena a sud dei monti Altaj, all’incrocio tra i confini di Mongolia, Cina, Russia e Kazakistan.
GENETICA – Lo studio, guidato dall’antropologo Theodore Schurr, è stato recentemente pubblicato su American Journal of Human Genetics, e si basa su comparazioni genetiche tra varie popolazioni asiatiche e diversi gruppi di nativi americani. L’analisi è stata effettuata sul Dna mitocondriale, che è ereditato per linea materna, e il cromosoma Y, che invece passa di padre in figlio. Proprio su quest’ultimo è stata identificata una mutazione che è posseduta soltanto dai nativi americani e dalle popolazioni degli Altaj meridionali. Anche il Dna mitocondriale è simile tra le due popolazioni, e in parte anche con quelle degli Altaj settentrionali.
INTERVALLO – Calcolando inoltre l’intervallo di tempo intercorso per arrivare alle attuali differenze genetiche tra nativi americani e Altaj del sud, Schurr e il suo gruppo hanno visto che le linee genetiche hanno iniziato a divergere significativamente circa 13-14 mila anni fa, un periodo successivo e compatibile con il passaggio in America dalla Siberia che si suppone avvenuto tra 15 mila e 20 mila anni fa, probabilmente in più ondate migratorie.
Insomma prima die vichinghi gli eurasiatici. Gli wasp sterminatori sono gli ultimi arrivati.

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