domenica 15 Marzo 2026

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Letta s’improvvisa paladino gay… nel Qatar

«Abbiamo deciso la presenza del presidente consiglio italiano a Sochi, riteniamo sia utile per sottolineare soprattutto la candidatura italiana per le Olimpiadi di Roma del 2024. Bisogna essere a Sochi per cominciare a far marciare questa candidatura». Enrico Letta, in conferenza stampa da Doha, ha spiegato i motivi che lo hanno spinto ad accettare l’invito di Putin. Molti presidenti hanno annunciato che non si presenteranno per protestare contro le leggi anti-gay approvate dalla Duma. Ma Letta ha specificato che «ribadirò la contrarietà dell’Italia a qualunque normativa discriminatoria nei confronti dei gay, nello sport e fuori dallo sport. Questo fa parte della cultura italiana».
Così Letta, gratta checca, si fa paladino della causa omosessuale da Doha, Qatar.
Sfugge al premier che in Qatar non sono vietate le unioni gay come nella Russia di putin che denuncia in nome di una presunta cultura italiana gay ma l’omosessualità che lì è un reato grave perseguito violentemente.
D’altronde che c’è di strano? Sempre dal Qatar e dall’Arabia Saudita, paesi autoritari e teocratici che sono le piazze forti dei Salafiti e di Al Qaeda, l’Occidente fa partire le crociate contro i regimi arabi laici in nome del progresso e della democrazia.
Letta ha appreso bene il vocabolario che gli hanno insegnato.
Ma le associazioni gay di casa nostra non trovano niente da dire?

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