
Merryl Linch truffa il comune di Verona con i derivati
Oggi la guardia di Finanza ha eseguito un sequestro cautelativo di € 15 milioni alla Merrill Linch con l’accusa di truffa aggravata che sarebbe stata perpetrata dalla banca d’affari americana ai danni del Comune di Verona che la stessa banca avrebbe indotto a sottoscrivere prodotti derivati per oltre 250 milioni di valore nominale, valutati ad un prezzo che nasconde commissioni occulte per circa €15 milioni.
Il filone “derivati truffa” è un mare magnum tutto da scoprire, ed iniziative come quelle di Verona non sono che la punta di un iceberg che ha sottratto con molta probabilità quantità notevole di ricchezza dalla casse comunali e della pubblica amministrazione. Purtroppo, la complessità del pricing di un titolo derivato offre molti appigli alle banche d’affari per manipolare il prezzo e conseguire guadagni ingiustificati.
Gli elementi di complessità di un titolo derivato vanno analizzati con attenzione in quanto rappresentano anche la aree dove si possono annidare i tentativi di truffa e di manipolazione perpetrati ai danni dell’acquirente/utilizzatore che nel caso italiano hanno visto vittime protagonisti alcuni enti della pubblica amministrazione, come il caso di Verona dimostra, ma anche singoli risparmiatori che hanno aderito a fondi di investimento che a loro volta hanno acquistato questi derivati.
Le aree principali sulle quali gli emittenti possono aver agito sono le seguenti:
i. Le condizioni che determinano l’esercizio dei diritti insiti nel derivato
ii. Il numero di variabili sottostanti dalle quali si fa dipendere il valore del derivato
iii. La funzione utilizzata per la stima della volatilità che caratterizza le singole variabili sottostanti
iv. La funzione utilizzata per il calcolo della matrice di correlazione tra le variabili sottostanti (nel caso siano almeno due)
v. Il tipo di funzione matematica utilizzata per modellare il comportamento delle variabili sottostanti
vi. L’orizzonte temporale di riferimento
Nell’esperienza dei casi analizzati per i quali sono disponibili informazioni di pubblico dominio, è soprattutto la presenza di più di una o due variabili sottostanti che rende la valutazione del derivato particolarmente complessa e la espone alla possibilità di comportamenti illeciti senza che l’acquirente/Comune o Ente Pubblico abbiano la possibilità di rendersene conto. In taluni altri casi l’elemento critico può derivare dalla stima dei parametri del modello, quali, ad esempio, la volatilità delle singole variabili e la matrice di correlazione che descrive il legame esistente tra le variabili sottostanti al derivato.
In tal senso possiamo distinguere i fattori di mis-pricing (errore nella prezzatura del derivato) in due grandi categorie:
– Errori derivanti da parametri oggettivi e ricavabili dal mercato
– Errori derivanti da parametri estratti da stime statistiche di natura probabilistica
Nel primo caso, è più probabile che il soggetto emittente abbia dolosamente e consapevolmente operato il mis-pricing del derivato per conseguire finalità di vario tipo che possono includere un vantaggio di prezzo, la generazione di perdite fittizie o l’occultamento di commissioni. Questo potrebbe, in linea teorica, rappresentare il caso di Merrill Lynch.
Nel secondo caso, potrebbero esservi varie attenuanti agli errori e si potrebbe giungere alla conclusione che il soggetto emittente abbia agito in buona fede sebbene possa essere passibile di superficialità o di non osservazione di una tenuta diligente e professionalmente responsabile.
Come appare nel caso del Comune di Verona, l’errore di prezzo sarebbe stato indotto dalla Merrill Lynch e si sarebbe manifestato nell’applicazione di un prezzo maggiore che al proprio interno ha nascosto commissioni occulte a vantaggio della Merrill Lynch.
Tuttavia, non è da escludere che l’acquirente possa aver agito in maniera complice con la banca d’affari emittente. Ad esempio, come dimostra il caso MPS, l’errore nel prezzo dei derivati potrebbe anche essere stato (volutamente) utilizzato come strumento di elusione ed evasione fiscale, di manipolazione dell’effettiva consistenza economica e patrimoniale del bilancio e di ingannevoli rappresentazioni al mercato.
In ogni caso, le truffe e le manipolazione perpetrate mediante la vendita di derivati alla pubblica amministrazione, ma anche alle banche domestiche, hanno colpito soprattutto i beni pubblici, i singoli cittadini/risparmiatori ed il tessuto imprenditoriale del Paese.
E’ certamente una materia complessa, ma finita e circoscrivibile. Se c’è volontà si può mettere ordine ed analizzare una ad una le transazione eseguite su titoli derivati da parte dei soggetti istituzionali italiani, Comuni, Banche, Imprese. Occorre solo volerlo, i mezzi ci sono. L’effetto sarebbe formidabile, perché non solo si recupererebbero somme cospicue sottratte al Paese, ma si offrirebbe al mercato tutto un segnale forte di vigilanza e di trasparenza dei mercati finanziari.
Alberto Micalizzi
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