I fascisti sono davvero ovunque
I centri sociali non vogliono che parli il giudice Caselli, perché ha messo sotto accusa i NoTav violenti e quindi è “fascista”. Il giudice Caselli risponde che quelli dei centri sociali sono “squadristi”.
A Parma esce fuori che in un centro sociale della “Rete Antifascista” un gruppo di ragazzi ha stuprato una ragazza. Lidia Menapace (firma storica del “Manifesto”) parla di “compagni di giorno e fascisti di notte”.
Gabbana difende Dolce dalle accuse di Elton John fatte in nome del diritto di adozione omosessuale dicendo che quelli del cantante sono “attacchi fascisti”.
L’uso della parola “fascista” è divenuto dunque un modo per non fare mai veramente i conti con l’intolleranza, la violenza, il sopruso che vengono da chi del fascismo si dice nemico: se l’intolleranza, la violenza, il sopruso sono sempre “fascisti”, gli “anti” sono alla fine sempre assolti: chi di loro sbaglia (o a torto o ragione è accusato di sbagliare) è perché non era sufficientemente “antifascista”.
