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Crisi: da riacquisto debito a tetto a stipendi pubblici, 18 proposte per batterla da Centro Studi Polaris progetto legge a disposizione di chi lo vuole sostenere

 (Adnkronos 1) – Diciotto proposte per battere la crisi: un progetto alternativo da trasformare in progetto di legge a disposizione di chiunque lo voglia sostenere basato su sviluppo, salvaguardia delle risorse nazionali, concezioni sociali e non sottomissione alle imposizioni di casta e di finanza. A presentarle il Centro Studi Polaris, nel corso di un convegno alla Biblioteca Rispoli di Roma, che ha visto la partecipazione, insieme al presidente del Centro Studi Paolo Caioli e al caporedattore dell’omonima rivista Gabriele Adinolfi, degli economisti Giampaolo Bassi e Daniele Lazzeri.
Il nostro progetto, ha spiegato Adinolfi, vuole un’Europa, ”unita ma confederata, con controllo politico sulla Banca Centrale, a sviluppo armonico ma autonomo di tre aree omogenee tra loro (sulle direttrici Parigi-Berlino-Mosca; Roma-Budapest-Kiev; Madrid-Roma-Atene) e con lo sviluppo di relazioni economiche, energetiche e diplomatiche sulle direttrici mediterranea ed eurasiatica”. Per ottenerla, ha aggiunto, ”bisogna uscire dal fondamentalismo calvinista e monetarista che oggi domina le burocrazie continentali” e ”spostare l’obiettivo da quello oggi imperante e assolutistico di ‘stabilità finanziaria e controllo dell’inflazione’ a un trittico che includa crescita del Pil ed equità sociale. Serve più Europa ma diversa Europa, una terza Europa tra eurocrati ed euroscettici”.
Lazzeri ha posto l’accento sulla forza dell’euro che non ritiene a rischio e ha definito la macelleria sociale oggi in atto come l’effetto di due fattori congiunti: la dittatura del fondamentalismo monetarista che rastrella il risparmio ed il demanio senza concedere nulla e la sottomissione dell’attuale classe politica italiana che, a differenza di altre che gestiscono le rispettive cessazioni di sovranità portando comunque a casa dividendi d’interesse nazionale, ”funge da esecutrice testamentaria per conto terzi fino a sabotare non solo gli asset strategici italiani ma anche le linee di sviluppo estero incompatibili con interessi geopolitici delle potenze, europee o extracomunitarie, cui i governanti italiani fanno
riferimento”.

(Adnkronos 2) – A spiegare il dettaglio del progetto di Polaris, Giampaolo Bassi, che ha anche ricordato come diverse leggi comunitarie siano costantemente aggirate in Germania e in Francia da misure protezionistiche locali, sottolineando che l’Italia, ”ufficialmente terzo contribuente della Ue ma fattualmente primo per la sua incapacità di metterne a frutto i fondi, abbia un peso contrattuale che non sfrutta mai per incapacità o indolenza dei suoi politici”. Bassi ha poi esposto i vari punti del programma che punta a risanare le finanze e a ricomprare il debito estero, attraverso, tra l’altro, l’emissione di 300 miliardi di titoli di Stato btps al 2% a 10 anni, garantiti da riserve auree e di valuta, solo a cittadini, banche ed istituzioni residenti e l’obbligo per banche ed assicurazioni di investimento in titoli di Stato italiani con limiti di acquisto.
Tra le proposte, anche una serie di provvedimenti sulle banche e una riforma fiscale che passa da riduzione delle aliquote Irpef e Iva, abbattimento dell’Irap, cancellazione dell’Imu sulla prima casa, ma anche una nuova legge alla “francese” sui settori ad interesse nazionale, la formazione di una società di rating europea a partecipazione italiana e una serie di misure per il controllo della spesa pubblica: dalla creazione di parametri di efficienza minima dei servizi pubblici da soddisfare prima di dirottare il denaro pubblico verso spese non indispensabili, all’emissione dei titoli di Stato a scadenza quinquennale destinati a pagare stipendi e pensioni oltre soglie significative, fino alla fissazione di un tetto di 200.000 euro lordi annui per pensioni e stipendi pubblici.
Polaris propone anche l’istituzione di un Fondo per il finanziamento delle imprese innovative e a componente azionaria giovanile tramite l’utilizzo del 50% di quanto recuperato sui tagli a stipendi pubblici e l’attivazione di un servizio “trasparenza online” che permetta ai cittadini di consultare su web tutte le spese pubbliche.
 

 

 

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