Il grottesco andazzo della destra sfociale
Di pioggia si tratta, ma è una pioggia di polemiche venuta giù in seguito all’ultima dichiarazione del sindaco di Roma Gianni Alemanno sull’emergenza Tevere.
Ieri, infatti, durante un sopralluogo sulle sponde del fiume che attraversa la Capitale, Alemanno si è raccomandato con i cittadini di non recarsi nelle parti basse delle abitazioni e dei negozi, per evitare incidenti provocati dalla piena del fiume. E fin qui, nulla di strano. A scatenare le proteste e le polemiche è stata però la seguente dichiarazione: “Chiunque avesse letto i giornali – sottolinea il sindaco – poteva già avere di per sè una chiara emergenza da questo punto di vista”.
Un’affermazione che non è piaciuta ai romani, soprattutto agli abitanti e agli esercenti delle zone di Roma Nord che ieri all’alba si sono ritrovati allagati, lamentando ancora una volta un’inefficace e poco tempestiva messa in allerta da parte del Comune. Non sta infatti ai media avvisare la popolazione e nonostante gli sforzi e il monitoraggio della Protezione Civile nelle zone più critiche della città, numerosi sono stati i disagi alle abitazioni e alle attività commerciali a causa dell’esondazione del Tevere e dell’Aniene.
Centri sportivi e parcheggi allagati, strade – come la via Salaria o viale Trastevere – sommerse da acqua e detriti. E il livello record del Tevere, arrivato nella giornata di ieri a 13 metri e 14 centimetri a Ponte di Ripetta, ha spaventato gli abitanti dell’Isola Tiberina: qui numerose squadre di volontari si sono messi in moto per pompare l’acqua da alcuni locali seminterrati dell’ospedale Fatebenefratelli, allagati a causa di una infiltrazione.
E ancora, disagi alla circolazione aerea – l’aeroporto di Fiumicino in tilt per l’intera giornata – e a quella urbana, con persone intrappolate nelle vetture e strade interrotte per via di alberi caduti o voragini. Ferme anche le metro della città e numerosi rallentamenti sulle ferrovie Roma Ostia e Roma Viterbo, che trasportano ogni giorno migliaia di pendolari a lavoro nella Capitale.
Un temporale. E la città è in ginocchio. I danni peggiori li ha subìti l’agricoltura: il monitoraggio del “day after” arrivato stamattina dalla Coldiretti stima una perdita nel settore di 20 milioni di euro soltanto nel Lazio.
E il day after è anche il giorno delle rassicurazioni: “A fine giornata e nei prossimi giorni faremo il conto dei danni e ci auguriamo che a livello nazionale ci sia una equa ripartizione delle risorse disponibili”. Ci prova così Alemanno a placare gli animi dei romani, polemizzando e quasi declinando ogni sua responsabilità contro il governo centrale che ancora non ha rimborsato la sua città dalle precedenti calamità. Come l’ondata di neve che colpì Roma lo scorso febbraio, portandosi dietro – anche in questo caso – numerose polemiche e attacchi al primo cittadino. Che in quell’occasione diede la colpa a Franco Gabrielli, capo della Protezione Civile e alle sue previsioni meteo errate. Invitando poi i cittadini volenterosi ad armarsi di pala e guantoni e scendere a spalare le strade “per liberare Roma dalla neve”.
Nel frattempo, la situazione sempre più critica dei dissesti idrogeologici causati dal maltempo ha messo in allerta anche il Ministero dell’Ambiente: nei prossimi giorni verrà infatti presentato al Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) un piano nazionale contro il dissesto idrogeologico per chiedere risorse mirate per la difesa e la manutenzione del territorio e per presentare misure tecniche adeguate come il divieto di usare aree fragili per l’espansione delle città e degli insediamenti produttivi.
