giovedì 19 Febbraio 2026

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Loro al Viminale ci sono entrati per davvero

Il sistema informatico del Ministero dell’Interno è caduto sotto i colpi portati dal collettivo Anonymous, che è riuscito a sottrarre circa 600 Mbyte di dati, equivalenti a migliaia di file e documenti.
Gli hacker hanno agito dopo che l’operazione Tango Down aveva portato all’arresto o alla denuncia di alcune persone legate per l’appunto ad Anonymous. L’articolo continua qui sotto.
Inizialmente, il movimento aveva preso le distanze da costoro; poi sono arrivati gli attacchi, che hanno colpito anche il tribunale di Roma e i sindacati di polizia SIULP e SAP.
L’attacco al Viminale è stato rivendicato tramite il blog ufficiale di Anonymous Italia, dove si possono leggere le motivazioni: «Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria: siamo ancora qui, più infuriati che mai. Per dimostrarvi che non siete inviolabili. Per vendicare i fratelli caduti nelle mani del vostro deplorevole apparato repressivo. Per smascherare ciò che nascondono i tentacoli del potere. Per commemorare le vittime di Stato: quelle di ieri, di oggi».
«Vogliamo portare il nostro contributo alla trasparenza delle istituzioni» dicono gli Anonymous.
I file sottratti sono di natura estremamente varia: ci sono documenti insignificanti accanto a rapporti riservati e relazioni interne al Ministero.

 

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