Se la Chiesa e lo Stato volgono le spalle alla Nazione
In solo un anno non sono meno di duecentocinquantamila ma probabilmente molti, molti di più.
interpretare l’accoglienza di massa promossa non appena caduto il governo Berlusconi in un Paese in cui sta scomparendo persino il lavoro?
Difficile non andare col pensiero a due progetti genocidi: il Piano Morgenthau e il Piano Kalergi.
Del resto il Mondialismo non è solo l’espressione ideologica della Globalizzazione, è anche la messa in atto organica di suggestioni precedenti.
Tra le quali spicca la logica stalinista delle migrazioni forzate delle etnie al fine di creare instabilità e frizione in tutte le regioni da controllare.
Se ci si aggiunge un’interpretazione ben particolare dell’universalismo e dell’umanismo ecco che si scade nell’internazionalismo identicida.
Ci sono poi gli interessi. Per ogni immigrato a cui offre una zuppa, la Caritas incassa trentacinque euro al giorno; ovvero almeno trentaquattro di ricavo netto. I conti son ben presto fatti.
In ogni caso ormai le dighe sono crollate. La stessa Unione Europea che ideologicamente è favorevole al melting pot si sta chiudendo a riccio, tanto che noi l’accusiamo di non collaborare, di non accogliere quelli che, dopo l’assassinio di Gheddafi e il rovesciamento di Berlusconi, han preso a venire a frotte.
Ora che la Chiesa si è schierata ben oltre le prime linee, non resta che osservare quel che resta di uno Stato.
Usa le sue navi per andare a prendere immigrati e per scaricare i suoi marò in terra straniera dove li reclamano per processarli.
Non si conoscono esempi similari a memoria d’uomo e a raggio d’occhio.
La colpa, ovviamente, non è nostra: è dell’Euro e magari della Merkel.
“Allegria!” come diceva Mike Bongiorno. Noi siamo questi.
