La cura Monti sarà sempre più amara
Mps rende più drastica la cura ricostituente e predispone un supplemento al piano industriale triennale di fine giugno al fine di prevedere la fusione per incorporazione di Antonveneta,la banca acquisita a novembre 2007 per 9 miliardi e causa di tanti guai anche giudiziari. Nel piano bis sarebbe prevista la razionalizzazione di qualche altra società come la società di recupero crediti. L’assorbimento di Antonveneta ha comportato l’espletamento di impairment test in base al quale, secondo quanto risulta a Il Messaggero.it, il consiglio presieduto da Alessandro Profumo iniziato poco dopo le 9 di stamane, dovrebbe deliberare svalutazioni che porteranno il risultato al 30 giugno in rosso per oltre 1,6 miliardi: di questa cifra, 1,560 miliardi si riferisce proprio alla svalutazione della partecipazione nella banca padovana. Conseguenza di questa politica di rigore sarebbe il non pagamento degli interessi sul prestito fresh e sul Tremonti bond. Lo Stato quindi si appresta a mettere piede nel capitale di Mps a causa proprio del mancato pagamento della tranche di interessi. Il Ministero dell’economia dovrebbe trasformare il prestito da 1,9 miliardi concesso due anni fa in capitale sulla base del patrimonio netto dell’istituto, quindi a un valore di 1,03 euro ad azione contro il valore corrente di 0,24 euro con un rapporto di conversione pari a un multiplo di cinque volte. All’assemblea di aprile prossimo quando si tireranno le somme, il Mef dovrebbe avere circa il 2% della banca senese, il primo e unico istituto italiano finora a far entrare lo Stato nel suo capitale.
