
Cancellata l’incredibile sentenza su via Poma
Raniero Busco è innocente, “assolto per non aver commesso il fatto”, dopo 22 dall’omicidio di Simonetta Cesaroni, arriva la sentenza della prima corte d’assise d’appello di Roma. E’ stata così ribaltata la sentenza di corte d’assise che il 26 gennaio 2011 aveva condannato Busco a 24 anni di reclusione per omicidio volontario. La conferma della sentenza di primo grado era stata sollecitata dal sostituto procuratore generale Alberto Cozzella.
BUSCO, “DA OGGI RICOMINCIO A VIVERE”
La sentenza è stata accolta con lacrime di gioia. L’ex fidanzato di Simonetta Cesaroni ha abbracciato moglie e fratello ed è scoppiato a piangere. “Da oggi ricomincio a vivere”. Sono le prime parole pronunciate da Busco. “Quando e’ uscita la corte, in un attimo, ho rivisto tutta la mia vita”.
I suoi amici lo hanno trascinato fuori dall’aula tra gli applausi. Per sottrarsi ai fotografi e ai teleoperatori che volevano strappargli una dichiarazione, l’ex fidanzato di Simonetta Cesaroni ha trovato rifugio in una stanzetta poco lontana dall’aula della corte d’assise d’appello. Per la forte emozione, Busco ha avuto un lieve malore.
Finisce così l’incubo iniziato con il rinvio a giudizio per l’omicidio della ragazza trovata morta 22 anni fa in un ufficio di via Poma, nel quartiere Prati. In primo grado Busco era stato condannato a 24 anni di carcere, ma una perizia ordinata dalla Corte d’Assise d’appello aveva demolito una delle prove chiave del primo processo.
Un minimo di giustizia è fatta. Non si può condannare un uomo per omicidio con elementi così. E beffa tra le beffe proprio mentre si assolveva Amanda Knox a Perugia e condannando Patrice Lumumba! In Italia non si può continuare con la logica del libero, troppo libero, arbitrio del giudicante che spesso dimentica di avere nelle mani la vita di una persona.

