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Benedetto aborto

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se a praticarlo sono cliniche cattoliche

 

E’ la prima volta che una ammissione del genere, da parte di autorità vaticane, viene fatta in pubblico, visto che sinora la spinosa questione è sempre restata sotto traccia e circoscritta alle competenze della Congregazione della dottrina della Fede e del pontificio consiglio per gli Operatori Sanitari: in talune strutture sanitarie cattoliche, in passato, si sono praticati degli aborti. Casi rari, ovviamente, avvenuti all’estero e non in Italia ma affrontati subito dalle autorità cattoliche con tempismo, coinvolgendo il vescovo locale al fine di cercare una soluzione al problema etico-morale. «A volte è successo che a causa di pressioni politiche in alcune strutture sanitarie cattoliche non si è seguito la dottrina cattolica, per questo ci possono essere stati aborti nei nosocomi cattolici».Si tratta di «situazioni deprecabili che sono avvenute nel mondo» ha spiegato il presidente del Pontificio consiglio per gli operatori sanitari, monsignor Zygmunt Zimowski assieme al segretario dello stesso dicastero vaticano, padre Augusto Chendi, nel corso della presentazione della conferenza internazionale dal titolo: «L’Ospedale, luogo di evangelizzazione: missione umana e spirituale», un convegno accademico che si svolgerà al di là del Tevere dal 15 al 17 novembre prossimi, e al quale prenderà parte anche il ministro Balduzzi. 
Zimowski, ’ministro’ della salute d’Oltretevere, ha spiegato quando sono arrivate in Vaticano segnalazioni del genere si «sono raccolte immediatamente le informazioni necessarie, per verificare i fatti e poi. in accordo con la Congregazione per la dottrina della fede, si è cercato di trovare adeguate soluzioni ma sempre in accordo con la chiesa locale, cioè con il vescovo», e questo per non mettere a repentaglio la struttura sanitaria e riportarla per riportarla sul giusto binario. 
In tutto il mondo esistono circa 120mila strutture sanitarie cattoliche, un ventaglio vario che va dal semplice dispensario in Africa, fino al policlinico modernissimo e super attrezzato. Chiaramente in questo panorama di situazioni differenti, è accaduto che le strutture abbiano ricevuto pressioni dai governi locali per includere tra le terapie anche pratiche non in linea con gli insegnamenti cattolici. «Le scelte che i responsabili della sanità sono chiamati a compiere e che gli operatori sanitari hanno il dovere di attuare, implicano orientamenti culturali che fanno un immediato riferimento a principi sia di etica generale sia di etica particolare» ha sottolineato monsignor Jean-Marie Mupendawatu, numero due del Pontificio consiglio. Ecco perché «gli operatori sanitari che si ispirano alla fede e alla morale cristiana devono farsi promotori e pionieri di una formazione etica che accompagni la loro preparazione professionale» senza «delegare al moralista o all’esperto di etica problemi che invece lo chiamano direttamente in causa». Il convegno che si svolgerà in Vaticano affronterà la questione del rapporto medicina-morale, etica e scienza.
 

 

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