IL CAOS – E’ polemica sui maxicompensi che sarebbero stati previsti per Roberto Vecchioni e il cda del Forum delle culture 2013. Da Facebook a Twitter: “Sindaco permette questo? Altro che amore per Napoli, è un ladro. Non compreremo più i suoi cd”.
Secondo indiscrezioni, Comune e Provincia avrebbero proposto di assegnare al presidente Roberto Vecchioni un rimborso annuo di 220 mila euro (il suo predecessore, Nicola Oddati, in quota Pd, ne prendeva 160 mila) e al direttore generale Francesco Caruso, tra i 90 e i 95 mila euro. Più un forfait per lo staff previsto per ciascuno dei due. Mentre per i membri del cda il compenso ammonterebbe a 30 mila euro.
“Le cose non stanno nei termini in cui si dice” ha replicato il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris secondo il quale a Vecchioni compete “un riconoscimento economico adeguato visto che si tratta di uno dei più grandi cantautori nazionali e in relazione all’impegno che dedicherà a Napoli e al rilancio della sua immagine”. E aggiunge: “Comunque non si tratta delle cifre che sento dire in giro”.
A chiedere sobrietà è il Pd. “Associare al Forum delle culture grandi personalità è sicuramente un fatto positivo, ma in un periodo in cui al Paese si chiedono sacrifici c’è bisogno prima di tutto di sobrietà e non di dichiarazioni a cui seguono fatti che rischiano di essere contraddittori. Siamo sicuri che tutti rifletteranno correggendo eventuali eccessi, così da dare un esempio davvero positivo e nuovo”, chiede Matteo Orfini, responsabile nazionale cultura e informazione del Partito democratico. “Siamo contenti che il sindaco Luigi de Magistris abbia detto che il compenso per Roberto Vecchioni non è quello trapelato in queste ore – aggiunge Orfini – perché queste cifre sarebbero spropositate, e si darebbe un segnale che va in netta controtendenza rispetto ad un clima di austerità che tutti noi dobbiamo favorire e di cui dobbiamo tenere conto”.
Contrario a compensi di questo calibro anche il leader dell’opposizione di centro destra in consiglio comunale Gianni Lettieri. “Se le cifre sono quelle che si leggono, ritengo sia il caso di rivedere al ribasso i compensi del presidente e del direttore del Forum delle culture. Apprezziamo le parole di amore del cantautore milanese per la nostra città. Tuttavia, da un artista della sua levatura, vorremmo capire se si tratti solo di amore platonico o di amore in tutti i sensi per Napoli. In questo secondo caso, tenuto conto sia dello stato delle casse pubbliche, sia della enorme crisi economica, buon senso vorrebbe che accettasse compensi più ragionevoli anche per rispetto di quei tantissimi napoletani che ogni giorno si sacrificano per arrivare alla fine del mese”. E su Facebook un gruppo di cittadini napoletani ha aperto un gruppo lanciando la provocazione: “Se Vecchioni non si riduce lo stipendio noi boicottiamo i suoi dischi”.
“La decisione sul compenso non spetta al cda, ma a sindaco e governatore – ripete Roberto Vecchioni – e quelle che sono girate sono solo voci. Io parlo di dati e i dati sono che ho accettato questo incarico con grande entusiasmo, rinunciando alla tournée invernale e a quella estiva 2013. Per un solo concerto si parla di decine di migliaia di euro. Ma il compenso non lo decido io e lo ripeto sarà un Forum basato sul volontariato, sulla passione e sull’entusiasmo e questi sono i sentimenti che mi animano”.
POI IL PASSO INDIETRO DI VECCHIONI – Roberto Vecchioni fa marcia indietro e si dice “pronto a rivedere il mio cachet di presidente del Forum”, ma a condizione “che possa però ritagliarmi uno spazio per la mia attività artistica”. Il giorno dopo le polemiche sul suo super ingaggio, il cantautore detta le condizioni per rivedersi al ribasso i suoi emolumenti: “Quello del contratto d’immagine potrebbe sembrare una follia — dice —, ma non lo è. Perché ho rinunciato a due tournée per dedicarmi a tempo pieno al Forum delle Culture. Diversamente, ovvio, sono pronto a rivedere gli emolumenti, ma è chiaro che il mio impegno dovrà essere compatibile con la mia attività». Insomma, i soldi, ovvio, non ce li rimette il cantautore. Ma il suo lavoro, in caso di un cachet più basso, non potrà che essere part time.
Solo così i 220 mila euro discussi nel giorno del primo cda, tra gettone di presidente e contratto d’immagine, potranno essere ridotti. Una grana di non poco conto. Tanto più che nel giorno del suo arrivo Vecchioni aveva annunciato l’intenzione di dedicarsi “a Napoli fino al 2013”. Ora, invece, rischia di non essere più così. Anche perché contro il suo stipendio si è scatenata una rivolta bipartizan, capitanata dalla Regione Campania — come il Comune socio fondatore del Forum — e amplificata dal Partito democratico. La “linea del rigore” di Palazzo Santa Lucia viene spiegata dall’assessore alla Cultura, Caterina Miraglia. Che dalle parole è passata ai fatti. E ieri, presiedendo il Comitato scientifico del Forum (organismo diverso dal cda), ha avvertito i componenti che “eventuali rimborsi spesa sono tutti congelati in attesa delle decisioni più generali sugli emolumenti del cda”. “Anche perché”, ha sottolineato, “un organismo non può costare tanto quanto leggo sui giornali. La politica di rigore dei conti imposta dalla Regione non consente infatti di ipotizzare cifre di questa entità, considerando che tutti gli assessorati sono in sofferenza”.
