
Stefano e Virgilio
I fratelli Mattei erano colpevoli di essere fascisti e proletari, che poi Stefano, a 8 anni, non era probabilmente nulla. Vittime della lotta di classe, vennero bruciati vivi nella loro abitazione di Primavalle, in Roma, da diversi rampolii della borghesia radical-chic. Era il 16 aprile 1973. La complicità criminale della borghesia progressista si espresse immediatamente in modo inverecondo. Da casa Fo ci furono addirittura dei fumetti di dileggio, con annessa la teoria ignobile dello scontro interno alla sezione del Msi.
Diversi dei complici degli assassini vennero protetti dalle loro famiglie abbienti e potenti. Il Messaggero s’illustrò in una campagna vergognosa di depistaggio.
Dei vari autori fisici della strage il solo Achille Lollo venne catturato, Durante il suo processo i suoi compagni assassinarono Mikis Mantakas. Contro ogni logica l’imputato venne assolto in primo grado e poi riparò all’estero dove fece carriera grazie all’Internazionale trozkista fino a entrare nell’entourage del presidente brasiliano Lula. Quello che oggi è in carcere per corruzione.
Le condanne definitive agli assassini furono risibili nella loro mitezza e ora sono proscritte.
La Legge in Italia segue sempre il suo motto “Uccidere fascisti non è reato”.

