I fallimenti dell’inquilino del Campidoglio partono dalle fondamenta
Roma, città illegale: è la capitale degli abusi edilizi con 630mila richieste di condono. Mattone e calcestruzzo alla mano, un romano su quattro ha consumato un illecito. Illegalità edilizie. Ma anche amministrative e penali: sono 12.315 le pratiche di condono respinte perché i rilievi aerei hanno svelato falsità per le contraddizioni tra la domanda e lo stato dei luoghi. Migliaia di manufatti sarebbero da abbattere perché realizzati dopo il condono, denunciati ma inesistenti, o tirati su in aree non edificabili. I quadranti più assediati sono nei Municipi XX, VII, XII, XI, XIX, IV, XIII, IX e XV. È accertata, insomma, l’esistenza di un paesino spuntato tra illeciti e speculazione. Ma l’area degli abusi insanabili è assai più vasta annidandosi tra le 260mila domande di condono da esaminare (370mila quelle accolte).
Ma nei tre anni e mezzo di giunta Alemanno, gli abbattimenti si contano sulle dita, un po’ di baracche, tettoie, qualche stalla. “Lo certificano i numeri”, attacca il consigliere Massimiliano Valeriani (Pd). “Sotto la giunta di centrodestra”, spiega, “sono stati spesi 798mila euro nel capitolo “Sgomberi e demolizioni””. Dove la parte del leone l’hanno fatta gli sgomberi dei campi nomadi con la demolizione delle relative baracche. “Solo nel 2007”, spiega Valeriani, “il centrosinistra spese un milione 199mila 520 euro e nel 2008 stanziò un milione 199mila 700 euro che, ereditati dal centrodestra, non sono mai stati spesi”.
“Nel 2011”, ancora Valeriani, “non è stato toccato un centesimo dei 500mila euro impegnati e poi ridotti a 120mila dall’assessore al Bilancio”. Con Veltroni sindaco e Massimo Miglio all’Ufficio anti-abusi, volumi per un milione e mezzo di metri cubi sono stati rasi al suolo. Dopo, le ruspe hanno lavorato a passo ridotto e solo per il primo anno della giunta Alemanno. Da due anni in qua, niente, mentre sono cresciute come funghi le “case fantasma” che hanno spinto l’abusivismo al suo massimo storico. A censirle è stata l’Agenzia del territorio diretta da Gabriella Alemanno, sorella del sindaco: 68.764 immobili illegali. Così dal 2008 a oggi, nella classifica degli abusi, Roma è salita nella vetta della lista, seconda solo a Salerno che di case fantasma ne conta 105.228. Dopo la capitale ecco Palermo (62.868), Cosenza (61.672) e Napoli (59.859).
Con il primo condono (legge 47 del 1985) e con il secondo (l. 724/1995) sono state 550mila le domande presentate. Alla boa del terzo (l. 326/2003) ne sono arrivate 80mila, per un totale di 630mila, appunto. Certo è che delle 12.315 rigettate, 3.713 sono state presentate fuori termine; 8.602 riguardano abusi insanabili, realizzati nei parchi (2.099) e in altre aree vincolate (6.503). I falsi più consistenti? Quelli del terzo condono. L’esperienza dei primi due ha fatto scuola affilando le unghie agli speculatori. Nel 1985 sono stati sanati per lo più abusi di necessità, baracche, case tirate su con materiali poveri, in aree periferiche, tra nuclei di insediamento spontaneo. È stato con il secondo condono e, ancor più con il terzo, che hanno fatto irruzione dichiarazioni mendaci in quantità industriale. E per legittimare anche interi palazzi.
Le foto aeree, finché sono state utilizzate, hanno dato conto degli scempi. Poi, con la giunta di centrodestra, è arrivato lo stallo. Un colpo di spugna con quattro mosse: la soppressione dell’Ufficio-avamposto contro gli illeciti, la rimozione forzata del suo protagonista, Massimo Miglio, l’azzeramento dei fondi per gli abbattimenti e la cancellazione del sistema delle foto-aeree (condiviso con il pool urbanistico della procura) per il controllo del territorio.
(ha collaborato flaminia savelli)
