Il comune di Calalzo caccia via Equitalia e ci guadagna pure.
CALALZO – «Ai genitori abbiamo dato un buono bebè da trecento euro. Agli studenti di prima media e prima superiore un contributo di centocinquanta euro per i libri di testo. A coloro che devono andare a scuola a Belluno una partecipazione di trecento euro sui cinquecentocinquanta del costo dell’abbonamento del pullman. Questi sono i benefici per i nostri cittadini grazie al risparmio di tredicimila euro». L’elenco virtuoso riempie di orgoglio Luca De Carlo, trentanove anni, del Pdl, agente di commercio che dal 2009 fa il sindaco di Calalzo a tempo pieno. Adesso tutti citano la sua mossa anticipatrice che lo ha portato alla fine del 2010 a dare il benservito ad Equitalia. È diventato un modello, un esempio da seguire.
Com’è cominciata questa storia?
«Ho parlato con i dipendenti e abbiamo verificato la possibilità di farci carico delle notifiche ordinarie delle cartelle Tarsu e Ici. E così ho predisposto una delibera che poneva in carico al Comune questo servizio».
Il risparmio?
«È derivato dalla cifra che Equitalia si trattiene per ogni pratica e che varia secondo alcuni parametri. Abbiamo calcolato di aver avuto un guadagno di circa sei euro per ciascuno dei duemiladuecentoquaranta abitanti di Calalzo. E abbiamo predisposto un apposito capitolo per l’uso di queste risorse».
E per le riscossioni coattive nei confronti di chi è in mora?
«In questo caso abbiamo fatto una scelta politica. Non volevamo più continuare ad essere complici di un sistema troppo aggressivo nei confronti del cittadino. Per questo servizio ci siamo avvalsi della Comunità Montana Valbelluna che era già strutturata per effettuarlo».
I risultati?
«Abbiamo recuperato con il cittadino un rapporto più umano nella riscossione delle tasse. E lui ha risparmiato sui costi aggiuntivi imposti da Equitalia. Padoa Schioppa diceva che pagare le tasse è bello. Per me non è così, ma almeno il cittadino ha dimostrato di pagarle più volentieri, visto che c’è stato un aumento del 16% dei versamenti regolari».
Che cosa ha insegnato l’esperienza di Calalzo?
«Abbiamo anticipato di un anno e mezzo la situazione che si dovrebbe creare dal gennaio 2013 per tutti. Ma sollevando un vero polverone – che è consistito semplicemente nell’applicare una legge dello Stato – abbiamo evitato che ci possano essere altre proroghe nell’assegnare ai Comuni i compiti di riscossione di Equitalia».
