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C’era una volta il regno animale

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Gli inglesi allarmati dall’effetto sterminio che la nostra civiltà sta avendo sull’intero regno animale. La zoofilia inglese è notoria e lodevole: se ogni tanto pensassero anche agli uomini e ai popoli forse non ci avrebbero condotti fin qui

LONDRA – Dopo le campagne in difesa di panda, tigri, balene, gli studiosi incominciano a preoccuparsi anche degli insetti.

Senza di loro, spiegano gli entomologi, sulla terra non ci sarebbero ne’ fiori ne’ frutti. Gli animali e le piante morti non sarebbero riciclati e la terra finirebbe per affogare ben presto nei rifiuti. Ironicamente l’Independent scrive oggi nel suo inserto Review: ”Se gli insetti scomparissero domani, potresti smettere di preoccuparti della tua pensione – non ne avresti piu’ bisogno”.

Il problema e’ che anche molti insetti sono a rischio come e’ stato dimostrato recentemente da uno studio del Centro di Ecologia e Idrologia del Dorset in base al quale le farfalle negli ultimi quarant’anni sono diminuite in Gran Bretagna molto di piu’ rispetto a uccelli e piante a causa del crescente uso di pesticidi.

Sebbene senza questi mini-eroi la vita sarebbe inimmaginabile, denunciano gli studiosi, continuiamo comunque a non curarci di loro e anzi a disprezzarli. Per sensibilizzare il pubblico sull’importanza dei nostri minuscoli alleati, e’ in corso nel Museo di Storia Naturale di Londra una mostra organizzata dalla Reale Societa’ Entomologica per celebrare la prima Settimana Nazionale interamente dedicata agli insetti.

Mosche, scarafaggi e affini popolano la terra gia’ da quattrocento milioni di anni mentre il primo umanoide, che ha abbandonato la postura a quattro zampe, non ha piu’ di venti milioni di anni.

Gli insetti ci superano per anzianita’ e ci sovrastano in numero. Le specie conosciute sono circa 900 mila – piu’ di tutti i differenti tipi di animali, piante, funghi e batteri messi insieme – ma alcuni entomologi sostengono che ce ne sono tra i tre e i sei milioni ancora da scoprire.

Gli insetti in vita oggi sarebbero circa un miliardo di miliardi, decisamente piu’ di tutti gli uomini che hanno vissuto sulla terra.

L’invertebrato piu’ noto agli entomologi e’ lo scarafaggio, di cui sono state individuate circa 330 mila differenti specie.

Il piu’ longevo e’ la cicala: passa circa 17 anni sottoterra prima di emergere dal suolo e concludere il suo ciclo vitale.

L’enorme numero di specie e’ spiegato con il concetto di co- evoluzione. Gli insetti si sono sviluppati nei modi piu’ svariati nel corso dei secoli per riuscire a nutrirsi con le piante che a loro volta si sono evolute per creare nuove difese naturali, dalle spine ai veleni.

Una lotta senza esclusione di colpi che e’ all’origine dell’immensa varieta’ della natura.

Certo gli insetti non fanno solo del bene. Sono infatti i principali artefici della diffusione delle malattie e delle infezioni e in passato hanno generato enormi carestie devastando i campi coltivati.

Oggi gli insetticidi li tengono lontani dal nostro cibo ma li stanno anche decimando. Decisamente un male peggiore a detta degli entomologi.

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