Quell’amor sovietico nell’Amministrazione Usa
Che risale a prima ancora della rivoluzione bolscevica, ma qualcuno non se ne capacita ancora.
Lui è il portavoce della Casa Bianca, lei una giornalista e scrittrice. Jay Carney e Claire Shipman hanno raccontato la loro vita familiare al mensile Washingtonian Mom, in occasione dell’uscita del nuovo libro della giornalista. Non è questo, però, ad aver creato polemica sui social network e nemmeno il fatto che i due si siano conosciuti a Mosca all’inizio degli anni ’90, da dove lui scriveva per il Time e lei lavorava per la Cnn.
Ai più attenti non sono sfuggiti i dettagli nelle foto pubblicate dalla rivista sulla vita familiare della coppia (che ha due figli): due poster di propaganda sovietica che, in tempi di crisi con Mosca per gli avvenimenti in corso in Ucraina, hanno scatenato i detrattori dell’amministrazione Obama.
Uno dei poster – secondo quanto riportato da Business Insider – è un manifesto di reclutamento, con un soldato che punta il dito in direzione dell’osservatore (lo stile è quello dello ‘zio Sam’ americano, a sua volta ispiratosi a un manifesto di reclutamento dell’esercito britannico, ndr). Il secondo, invece, mostra una donna al lavoro in una fabbrica, che invita le altre a sostituire gli uomini andati al fronte.
Carney “mostra chiaramente una mancanza di buonsenso nel contesto di una crescente intimidazione russa in Ucraina” ha commentato Nile Gardiner, direttore del Margaret Thatcher Center for Freedom all’Heritage Foundation, think tank conservatore. “Abbiamo un funzionario chiave dell’amministrazione Obama che celebra l’era sovietica, un’era in cui decine di milioni di persone sono morte a causa di un sistema di brutale totalitarismo” ha aggiunto Gardiner. “E’ semplicemente vergognoso per il portavoce della Casa Bianca – ha concluso – glorificare la propaganda di un tiranno mostruosamente malvagio”.
