Scherzetto possibile per le varianti della nostra sodomizzazione
Grillo obbedirà a Casaleggio e a Dario Fo oppure penserà di essere più forte dell’internazionale trozkista e degli apparati bancari internazionali che lo hanno sostenuto? E in tal caso si metterà di traverso? E se lo farà quanto durerà prima di essere stritolato?
Queste sono le sole incognite reali del futuro italiano.
Il quale si prospetta in due variabili del medesimo scenario.
A: governo praticamente inesistente, elezione del presidente della Repubblica, diffuso malessere pubblico per la non governabilità mentre il governo tecnico continua, intanto, a espropriare le nostre tasche e ad abbattere la nostra economia. Appello del presidente perché si arrivi a un governo extraparlamentare e richiesta ai quattro gruppi parlamentari di delineare dei punti precisi per delle riforme strutturali.
Queste riforme strutturali saranno ampiamente “democratiche” e “partecipative” all’insegna dell’onestà del ringiovanimento e della trasparenza ma, chissà come, lederanno i residui poteri dello Stato e sostanzieranno la svolta liberal sociale ed economica. A compiere quest’operazione il più gettonato è Renzi.
B: Tra fine giugno e inizi ottobre ritorno alle urne. In tal caso dapprima Renzi vince le primarie del pd, quindi ottiene il sostegno di Monti e di una componente del pdl che sulla linea “popolare” di Alemanno si distacca da Berlusconi e va a portare il sostegno al fiorentino. I grillini vengono frattanto squalificati e contenuti elettoralmente mentre il novello tribuno stravince e si giunge così allo stesso scenario indicato precedentemente con Renzi per cinque anni che probabilmente diventeranno dieci, E noi che passiamo dalla protesta per la sodomizzazione subita alla condivisione partecipativa allo stupro passivo.
Nessun’alternativa? Probabilmente no, però Berlusconi può ancora una volta spiazzare tutti se non altro per divertimento.
Basta che in nome di un forte “senso di responsabilità” scopra che il Paese ha bisogno di un governo e che decida di fornire l’appoggio esterno al governo Bersani.
Quest’ultimo non potrebbe rifiutare perché non si tratterebbe di un accordo governativo ma di un voto senza nulla in cambio.
Questo renderebbe Berlusconi padrone di Bersani e spingerebbe Vendola nel pieno dell’Agenda Monti, cambiando tempi e modi del gioco.
E’ ovvio che alla lunga la vincerebbe sempre l’oligarchia di Golman Sachs ma l’ex premier si divertirebbe di più che con i bunga bunga.
Non ci resta che stare a vedere. Tanto nella migliore delle ipotesi siamo tutti rovinati.
