Quel che sta avvenendo in questo mese di gennaio in Italia sembra veramente un “crepuscolo degli dei” in salsa italica. L’affondamento della Costa Concordia con l’inevitabile codazzo di polemiche e di misteri, degni dellapeggior tradizione melodrammatica del nostro paese, ha oscurato, ma solo per un momento, il ben pià grave affondamento di un intero paese. L’ Italia va verso il baratro , capitanata da un Monti-Schettino e dai suoi “bravi” che pur di obbedire fedelmente alle direttive della speculazione e del FMI , stanno precipitando milioni di famiglie verso la povertà e un futuro da Terzo Mondo.
I partiti politici, di centro,di destra e di sinistra, abdicando al loro ruolo di responsabilità verso il paese, hanno consegnato, complice il Presidente Napolitano, la guida della nave ad una ciurma di cialtroni interessati a salvare loro stessi e le consorterie di cui sono espressione, dal tracollo prossimo venturo, una volta che i “gioielli di famiglia” saranno consegnati a coloro che ci hanno dichiarato guerra sui mercati.
Il cd. decreto sulle liberalizzazioni, lungi dal creare occupazione e crescita, come sostenuto dai menzogneri della grande stampa e televisione, manderà gambe all’aria milioni di famiglie del ceto medio che si ritroveranno “proletarizzati” in un batter di ciglia :come è avvenuto in tutti i paesi dove dagli anni 90 sono state applicate le obsolete ricette dei Chicago Boys.
I “bocconianschettiniani” ,misere comparse di un gioco predisposto dai soliti “pupari”,si trovano, ora, però di fronte ad un’inaspettata reazione di un blocco sociale, composto da quei ceti popolari produttivi che saranno precipitati in uno stato di povertà, che in tutta Italia si è alzato in piedi per dire basta e riprendersi il futuro.
La rivolta è partita da dove nessuno se lo aspettava, dalla Sicilia e da quel Sud che memore delle rivolte di Avola e Battipaglia sul finire degli anni sessanta, ha mostrato a tutta l’Italia che è possibile lottare per scrollarsi di dosso i veri mafiosi delle consorterie politiche ed economiche che dominano questo paese dal dopoguerra.
Tutti guardavano al Nord leghista e chiacchierone e alle sparate di Bossi, ed invece è dal sud che è partita la rivolta.
Una rivolta, che non sappiamo come finirà e che sviluppi potrà avere e che ha ovviamente come tutti i moti spontanei e di reazione, vistosi limiti, tra i quali i germi di una possibile deriva separatista e disgregatrice dell’unità nazionale, ma che resta comunque un moto che va appoggiato, con intelligenza e rispetto.
Con intelligenza, perché un movimento di popolo, va fiancheggiato ed aiutato, senza pretese egemoniche o strumentali , posto che gli obiettivi che il movimento si prefigge cambiano sulla base delle istanze reali ,che sono la sopravvivenza stessa di interi ceti produttivi.
Con rispetto, perché si può essere una componente del movimento, sapendo di essere tale insieme ad altre, senza dover per forza sbandierare connotazioni che in realtà non esistono e sapendo che solo la buonafede, il lavoro quotidiano fianco a fianco ed il saper dare indicazioni prospettiche, può dare quella credibilità ed autorevolezza a chi si dovesse proporre come espressione politica del movimento .Insomma chi ha più filo da tessere, tesserà..come si diceva una volta.
Si profila quindi un blocco finora inedito, fuori dalle pastoie partitiche e sindacali, anche se i tentativi di strumentalizzazione sono e saranno inevitabili, ma che rappresenta, come detto, istanze di cambiamento sedimentate da tempo, in contrasto oggettivo con gli interessi della globalizzazione mondialista che oggi vuole affossare l’Italia e l’Europa. In questo quadro sembra muoversi, seppur confusamente, il magma movimentista sorto in questi giorni che potrebbe evolvere verso un “peronismo italiano” fuori dagli schemi del Novecento e diventare una realtà con il quale tutti dovranno fare i conti.
