Il 25 novembre 1970 Yukio Mishima a 45 anni, insieme ai quattro più fidati membri del Tate no Kai, occupa a Tokyo l’ufficio del generale Mashita dell’esercito di autodifesa. Dopo aver tenuto un discorso agli allievi ufficiali sulla decadenza del Giappone e offerto il proprio sacrificio per la sua rinascita, si toglie la vita tramite seppuku, il suicidio rituale dei samurai, trafiggendosi il ventre e facendosi poi decapitare dal suo più fidato amico e discepolo, Masakatsu Morita, ventiquattrenne, che sbaglia per tre volte il colpo di grazia previsto dal rito tradizionale. Lo scrittore viene quindi finito da un altro commilitone paramilitare, Hiroyasu Koga, trentanove anni, Anche Morita si uccide subito dopo con il seppuku.
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