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Come noi sapevamo benissimo

Gli antichi, anche in Africa, non erano così indietro come lo si racconta

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focus.it

Dormiamo sui letti da molto di più di quanto si pensi: non parliamo certo di cuscini e morbide coperte in piumino, ma già 200.000 anni fa gli uomini si coricavano in giacigli fatti di cenere e piante, che curavano e mantenevano periodicamente.
È quanto emerge da uno studio pubblicato sul Journal of Archaeological Science, che ha analizzato a livello microscopico i materiali organici ritrovati nella Border Cave, una grotta al confine tra eSwatini e Sudafrica.

A base di cenere
Gli archeologi hanno identificato sei giacigli, ognuno diverso dall’altro per composizione. Le differenze, che riguardano la quantità di cenere presente, la disposizione dei resti vegetali e le tracce di schiacciamento o combustione, riflettono secondo i ricercatori approcci diversi nella cura degli spazi abitativi o nella scelta delle piante da utilizzare.
Un elemento comune è la cenere, mescolata a sedimenti o posta come strato di base. Secondo gli studiosi, oltre a mantenere l’area asciutta e calda, sarebbe servita a tenere lontani gli insetti.

Rifare il letto (letteralmente)
Non sappiamo se spinti da mamme molto ordinate o se per volontà propria, ma i nostri antenati curavano e rinnovavano nel tempo questi giacigli − insomma, rifacevano il letto. Alcuni strati mostrano segni di manutenzione ripetuta: materiale vegetale aggiunto di volta in volta, schiacciato e più volte parzialmente bruciato.

Cultura
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Negli strati sedimentari più antichi della grotta i giacigli appaiono fortemente carbonizzati e ricchi di fitoliti, i resti minerali delle piante decomposte o bruciate, a testimonianza di un uso ripetuto e protratto nel tempo. Al contrario, negli strati sedimentari più recenti, datati tra i 60.000 e i 43.000 anni fa, i giacigli risultano meno utilizzati, con poche tracce di bruciatura totale o schiacciamento: un indizio di minor uso e quindi di soggiorni più brevi o di gruppi più piccoli di persone che vivevano contemporaneamente nella grotta.
Al di là della notizia curiosa, la scoperta di questi proto-letti conferma che la cura degli spazi abitativi è molto antica, precedente all’avvento dell’agricoltura e anche alla nascita dei primi insediamenti stabili.

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