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Compagno Bergoglio

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ma non esageriamo: il comunismo al confronto già sarebbe una gran cosa

“Terra, lavoro, casa. Strano, ma se parlo di questo per alcuni sono comunista” e invece “l’amore per i poveri è al centro del Vangelo” e della dottrina sociale della Chiesa. Lo ha detto il Papa ad alcuni movimenti popolari, tra cui quello legato allo storico centro sociale milanese Leoncavallo, sottolineando che questo incontro “non risponde a nessuna ideologia”.

La lotta alla povertà. “Diciamo insieme con il cuore”, ha esortato Francesco, “nessuna famiglia senza tetto, nessun contadino senza terra, nessun lavoratore senza diritti, nessuna persona senza la dignità del lavoro!”, invitando i movimenti popolari a “continuare la propria lotta, perché ci fa bene a tutti”. L’incontro con i loro rappresentanti “è un grande segno: viene messa alla presenza di Dio, della Chiesa, della gente una realtà spesso messa a tacere. I poveri non si accontentano di promesse illusorie, scuse o alibi. E neanche possono aspettare a braccia incrociate l’aiuto delle Ong, di piani assistenziali o soluzioni che non arrivano o se arrivano” lo fanno in un modo “pericoloso”, per “anestetizzare o addomesticare”.

“I movimenti rivitalizzano democrazia”. Secondo il Papa, i movimenti popolari “esprimono la necessità urgente di rivitalizzare le nostre democrazie, tante volte sequestrate da innumerevoli fattori”. Francesco ha anche sottolineato che è “impossibile” immaginare “un futuro per una società senza la partecipazione protagonista della grande maggioranza” della persone. Bisogna superare “l’assistenzialismo paternalista” per avere pace e giustizia, creando “nuove forme di partecipazione che includano i movimenti popolari” e il “loro torrente di energia morale”. 

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