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Contro il proibizionismo

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Si alzano molti scudi a dimostrazione che non tutti i cervelli sono all’ammasso

Il recente voto parlamentare sul “negazionismo”, in pieno revival di una potente campagna sui reati d’opinione, fa fare un salto deleterio alla nostra Repubblica. Per sommo e aberrante paradosso, una legge presuntamente antifascista è il nido in cui farà l’uovo lo Stato etico, la tipica base liberticida e totalitaria del fascismo. Un fascismo di tipo nuovo, politically correct.

Dopo tanti tentativi, contro i quali – come vedremo – c’è stata una forte opposizione di tanti valenti storici antifascisti – anche in Italia la repressione penale delle opinioni si è fatta strada in Parlamento, con conseguenze esplosive. L’emendamento approvato nella Commissione giustizia del Senato – relatrice la PD Rosaria Capacchione – con i voti di PD, PDL, Scelta Civica, SEL e i senatori Cappelletti e Gianrusso del M5S, prevede tre anni di reclusione (sette anni e mezzo con le aggravanti) e multe fino a diecimila euro da comminare a chi “nega o minimizza crimini di genocidio” come ad esempio la Shoah.

 

L’idea di contrastare con la legge penale le opinioni – per quanto infondate e profondamente sbagliate – apre scenari pieni di pericoli.

Legare l’interpretazione della Storia a una legge penale sarebbe come cristallizzare una conoscienza scientifica aperta al dibattito – ad esempio le scoperte di Newton- in una norma sigillata dal dogma dello Stato (e un domani di un governo o di un regime politico contingente). Una volta aperto un varco così grande a questo modo di procedere, potrebbero presentarsi abusi drammatici su ogni interpretazione controversa degli eventi storici: la Storia è sempre controversa. Un articolo di Francesco Santoianni descrive con molta chiarezza vari casi di arresti e condanne penali avvenuti negli ultimi anni in tutta Europa, compreso il caso dell’austriaca Sylvia Stoltz, che fu condannata a tre anni e mezzo di reclusione nell’esercizio della sua funzione di avvocato difensore durante il processo a un “negazionista”. Le norme qui in Italia non ci sono ancora, ma la tempesta sì: contro Piergiorgio Odifreddi, che si è dichiarato contrario all’approvazione della legge, è già in corso una campagna d’intensità maccartista. Molti di coloro che vorrebbero dire pubblicamente che Odifreddi deve potersi esprimere liberamente non lo faranno, perché il manganello mediatico fa già male. Figuriamoci il clima che avremo con un manganello penale.

Lo storico Franco Cardini, nel 2009, scrisse un articolo molto ricco di argomentazioni sui rischi di una legge penale in materia. Tra queste, c’è un’argomentazione sottile e importante:

«Cresce il numero di chi in pubblico afferma una cosa e in privato sostiene esattamente il contrario. E sapete perchè? Per il fatto che se ne perseguitano i sostenitori e che li si condanna senza dar loro il diritto di parlare e senza controbattere. Ma in questo modo si crea nell’opinione pubblica la crescente sensazione che se ne abbia paura, e che essi stiano dicendo cose vere: e, questo sì, può costituire la premessa a una nuova ondata di pregiudizio antisemita, anche se è difficile immaginare sotto quali forme potrebbe presentarsi.»

 

Le motivazioni per opporsi a un simile provvedimento sono già state formulate molto bene nel 2007 da molti storici italiani (tra cui molti studiosi con profonde radici familiari e intellettuali nell’ebraismo italiano), quando si opposero fermamente all’allora ministro della giustizia Clemente Mastella, che – fotocopie alla mano – voleva introdurre nel nostro ordinamento una legge analoga alla francese Fabius-Gayssot. L’appello degli storici italiani è un documento di straordinaria attualità, che condivido dalla prima all’ultima riga, e che propongo qui sotto all’attenzione dei lettori.

Mentre Giorgio Napolitano, fra una larga intesa e l’altra, esorta sovranamente i parlamentari ad approvare le nuove norme penali, i lettori potrebbero esortarli più sovranamente ancora a non approvarle, consigliando loro di leggere l’appello degli storici. Magari recapitandolo nelle loro caselle e-mail.

Buona lettura.

 

 

Contro il negazionismo per la libertà di ricerca

(http://www.sissco.it/index.php?id=28)

Il Ministro della Giustizia Mastella, secondo quanto anticipato dai media, proporrà un disegno di legge che dovrebbe prevedere la condanna, e anche la reclusione, per chi neghi l’esistenza storica della Shoah. Il governo Prodi dovrebbe presentare questo progetto di legge il giorno della memoria.
Come storici e come cittadini siamo sinceramente preoccupati che si cerchi di affrontare e risolvere un problema culturale e sociale certamente rilevante (il negazionismo e il suo possibile diffondersi soprattutto tra i giovani) attraverso la pratica giudiziaria e la minaccia di reclusione e condanna.
Proprio negli ultimi tempi, il negazionismo è stato troppo spesso al centro dell’attenzione dei media, moltiplicandone inevitabilmente e in modo controproducente l’eco. Sostituire a una necessaria battaglia culturale, a una pratica educativa, e alla tensione morale necessarie per fare diventare coscienza comune e consapevolezza etica introiettata la verità storica della Shoah, una soluzione basata sulla minaccia della legge, ci sembra particolarmente pericoloso per diversi ordini di motivi:

1) si offre ai negazionisti, com’è già avvenuto, la possibilità di ergersi a difensori della libertà d’espressione, le cui posizioni ci si rifiuterebbe di contestare e smontare sanzionandole penalmente.

2) si stabilisce una verità di Stato in fatto di passato storico, che rischia di delegittimare quella stessa verità storica, invece di ottenere il risultato opposto sperato. Ogni verità imposta dall’autorità statale (l’«antifascismo» nella DDR, il socialismo nei regimi comunisti, il negazionismo del genocidio armeno in Turchia, l’inesistenza di piazza Tiananmen in Cina) non può che minare la fiducia nel libero confronto di posizioni e nella libera ricerca storiografica e intellettuale.

3) si accentua l’idea, assai discussa anche tra gli storici, della “unicità della Shoah”, non in quanto evento singolare, ma in quanto incommensurabile e non confrontabile con ogni altri evento storico, ponendolo di fatto al di fuori della storia o al vertice di una presunta classifica dei mali assoluti del mondo contemporaneo.

L’Italia, che ha ancora tanti silenzi e tante omissioni sul proprio passato coloniale, dovrebbe impegnarsi a favorire con ogni mezzo che la storia recente e i suoi crimini tornino a far parte della coscienza collettiva, attraverso le più diverse iniziative e campagne educative.
La strada della verità storica di Stato non ci sembra utile per contrastare fenomeni, molto spesso collegati a dichiarazioni negazioniste (e certamente pericolosi e gravi), di incitazione alla violenza, all’odio razziale, all’apologia di reati ripugnanti e offensivi per l’umanità; per i quali esistono già, nel nostro ordinamento, articoli di legge sufficienti a perseguire i comportamenti criminali che si dovessero manifestare su questo terreno.
È la società civile, attraverso una costante battaglia culturale, etica e politica, che può creare gli unici anticorpi capaci di estirpare o almeno ridimensionare ed emarginare le posizioni negazioniste. Che lo Stato aiuti la società civile, senza sostituirsi ad essa con una legge che rischia di essere inutile o, peggio, controproducente.

 

Marcello Flores, Università di Siena

Simon Levis Sullam, Università di California, Berkeley

Enzo Traverso, Università de Picardie Jules Verne

David Bidussa, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli

Bruno Bongiovanni, Università di Torino

Simona Colarizi, Università di Roma La Sapienza

Gustavo Corni, Università di Trento

Alberto De Bernardi, Università di Bologna

Tommaso Detti, Università di Siena

Anna Rossi Doria, Università di Roma Tor Vergata

Maria Ferretti, Università della Tuscia

Umberto Gentiloni, Università di Teramo

Paul Ginsborg, Università di Firenze

Carlo Ginzburg, Scuola Normale Superiore, Pisa

Giovanni Gozzini, Università di Siena

Andrea Graziosi, Università di Napoli Federico II

Mario Isnenghi, Università di Venezia

Fabio Levi, Università di Torino

Giovanni Levi, Università di Venezia

Sergio Luzzatto, Università di Torino

Paolo Macry, Università di Napoli Federico II

Giovanni Miccoli, Università di Trieste

Claudio Pavone, storico

Paolo Pezzino, Università di Pisa

Alessandro Portelli, Università di Roma La Sapienza

Gabriele Ranzato, Università di Pisa

Raffaele Romanelli, Università di Roma La Sapienza

Mariuccia Salvati, Università di Bologna

Stuart Woolf, Istituto Universitario Europeo, Firenze

Aderiscono anche:

Cristina Accornero, Università di Torino

Ersilia Alessandrone Perona

Franco Andreucci, Università di Pisa

Franco Angiolini, Università di Pisa

Barbara Armani, Università di Pisa

Angiolina Arru, Università di Napoli L’Orientale

Marino Badiale, Universita’ di Torino

Elena Baldassari, Università di Roma La Sapienza

Luca Baldissara, Università di Pisa

Roberto Balzani, Università di Bologna

Giovanni Belardelli, Università di Perugia

Elissa Bemporad, Center for Jewish History, New York

Emmanuel Betta, Università di Roma La Sapienza

Fabio Bettanin, Università di Napoli L’Orientale

Roberto Bianchi, Università di Firenze

Alfonso Botti, Università di Urbino

Anna Bravo, Università di Torino

Camillo Brezzi, Università di Siena

Antonio Brusa, Università di Bari

Marco Buttino, Università di Torino

Davide Cadeddu, Università di Milano

Gia Caglioti, Università di Napoli Federico II

Luigi Cajani, Università di Roma La Sapienza

Giampaolo Calchi Novati, Università di Pavia

Marina Calloni, Università di Milano Bicocca

Fulvio Cammarano, Università di Bologna

Alfredo Canavero, Università degli Studi di Milano

Leonardo Capezzone, Università di Roma La Sapienza

Riccardo Caporale

Vittorio Cappelli, Università della Calabria

Paolo Capuzzo

Franco Cardini, Università di Firenze

Maddalena Carli, Università di Teramo

Paola Carlucci, Scuola Normale Superiore Pisa

Gennaro Carotenuto, Università di Macerata

Paola Carucci

Carolina Castellano, Università di Napoli Federico II

Mirella Castracane Mombelli, SSAB

Sonia Castro, Università di Pavia

Tulla Catalan, Università di Trieste

Alberto Cavaglion, Università di Milano

Franco Cazzola, Università di Firenze

Roberto Chiarini, Università di Milano

Giovanna Cigliano, Università di Napoli Federico II

Fulvio Conti, Università di Firenze

Giovanni Contini, Università di Roma La Sapienza

Daniele Conversi, University of Lincoln

Pietro Costa, Università di Firenze

Augusto D’Angelo, Università di Roma La Sapienza

Leandra D’Antone, Università di Roma La Sapienza

Angelo D’Orsi, Università di Torino

Vanni D’Alessio, Università di Napoli Federico II

Fulvio De Giorgi

Giovanni De Luna, Università di Torino

Andreina De Clementi, Università di Napoli L’Orientale

Fabio Dei, Università di Pisa

Mario Del Pero, Università di Bologna

Nunzio Dell’Erba, Università di Torino

Giorgio Delle Donne, Bolzano

Lucia Denitto, Università di Lecce

Giulia Devani,

Paola Di Cori, Università di Urbino

Patrizia Dogliani, Università di Bologna

Benito Donato, Cosenza

Elena Fasano Guarini, Università di Pisa

Paolo Favilli, Università di Genova

Giovanni Federico, Università di Pisa

Carlotta Ferrara degli Uberti

Cristiana Fiamingo, Università di Milano

Enzo Fimiani, Biblioteca provinciale Pescara

Vinzia Fiorino, Università di Pisa

Guido Formigoni, Università di Milano IULM

Vittorio Frajese, Università di Roma Tor Vergata

Giulia Fresca, Cosenza

Carlo Fumian, Università di Padova

Valeria Galimi, Università di Siena

Ernesto Galli della Loggia, Università di Milano San Raffaele

Luigi Ganapini, Università di Bologna

Antonella Gedda

Giuliana Gemelli, Università di Bologna

Aldo Giannuli, Università di Bari

Antonio Gibelli, Università di Genova

Maria Grazia Meriggi, Università di Bergamo

Gabriella Gribaudi, Università di Napoli Federico II

Yuri Guaiana, Università di Milano Bicocca

Giancarlo Jocteau, Università di Torino

Stefano Levi della Torre

Sara Lorenzini, Università di Trento

Domenico Losurdo, Università di Urbino

Paola Magnarelli, Università di Macerata

Maria Marcella Rizzo, Università di Lecce

Filippo Maria Giordano, Pavia

Gian Maria Varanini, Università di Verona

Rosaria Marina Arena, Università di Siena

Marcella Marmo, Università di Napoli Federico II

Dora Marucco, Università di Torino

Massimo Mastrogregori, Università di Roma La Sapienza

Marco Mayer, Università di Firenze

Claudio Mellana, Torino

Annalucia Messina

Marica Milanesi, Università di Pavia

Claudio Moffa

Marco Mondini, Università di Padova

Davide Montino, Università di Genova

Daniele Montino, Università di Genova

Giovanni Montroni, Università di Napoli Federico II

Massimo Morigi

Antonio Moscato

Stefania Nanni, Università di Roma La Sapienza

Gloria Nemec, Università di Trieste

Giacomina Nenci, Università di Perugia

Serge Noiret

Ivar Oddone, Torino

Chiara Ottaviano, Cliomedia Officina

Maura Palazzi, Università di Ferrara

Gianni Perona, INSMLI, Milano

Francesco Petrini

Stefano Petrungaro, Università di Venezia

Vincenzo Pinto, Università di Torino-Gerusalemme

Francesco Piva, Università di Roma Tor Vergata

Stefano Pivato, Università di Urbino

Alessandro Pizzorno, Istituto Universitario Europeo Firenze

Regina Pozzi, Università di Pisa

Adriano Prosperi, Scuola Normale Superiore di Pisa

Leonardo Rapone, Università della Tuscia

Maurizio Ridolfi, Università della Tuscia

Gabriele Rigano, Università per Stranieri di Perugia

Domenico Rizzo, Università di Napoli L’Orientale

Giorgio Rochat, Università di Torino

Giovanni Romeo, Università di Napoli Federico II

Maria Rosaria Stabili, Università di Roma III

Andrea Rossi, Istituto di storia contemporamea, Ferrara

Rodolfo Rossi, Università cattolica del Sacro Cuore, Brescia

Lucia Rostagno, Università di Roma La Sapienza

Piero S. Graglia

Silvia Salvatici, Università di Teramo

Enrica Salvatori, Università di Pisa

Sara Sappino, Università di Pavia

Ayse Saracgil, Università di Firenze

Laura Savelli, Università di Pisa

Biancamaria Scarcia Amoretti, Università di Roma La Sapienza

Guri Schwarz, Università di Pisa

Giovanni Scirocco, Università di Bergamo

Francesco Scomazzon, Università di Milano

Maria Serena Piretti, Università di Bologna

Alfio Signorelli, Università di Roma La Sapienza

Francesca Socrate, Università di Roma La Sapienza

Simonetta Soldani, Università di Firenze

Carlotta Sorba, Università di Padova

Carlo Spagnolo, Università di Bari

Lorenzo Strik Lievers, Università di Milano Bicocca

Maria Susanna Garroni, Università di Napoli “L’Orientale”

Arnaldo Testi, Università di Pisa

Rita Tolomeo, Università di Roma La Sapienza

Cristiana Torti

Francesco Traniello, Università di Torino

Anna Treves, Università di Milano

Alessandro Triulzi, Università di Napoli L’Orientale

Simona Troilo, Istituto Universitario Europeo

Gabriele Turi, Università di Firenze

Angelo Ventrone

Angelo Ventura, Università di Padova

Claudio Venza, Università di Trieste

Alessandra Veronese, Università di Pisa

Elisabetta Vezzosi, Università di Trieste

Vittorio Vidotto, Università di Roma La Sapienza

Loris Zanatta, Università di Bologna

 

Bruno Ziglioli, Università di Pavia

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