Basta con i notav altrimenti Rifodazione perde il treno
“Mi spiace, ma io sono un comunista vero, quindi non derogo ai miei doveri istituzionali, e al rispetto della legalità”. Firmato Enzo Paini, uno dei pochi sindaci in giro per l’Italia con una tessera di Rifondazione Comunista. Ma ancora per poco, anzi per pochissimo, visto che il primo cittadino di Giaglione, Val di Susa, è stato radiato dal segretario provinciale Ezio Locatelli.
Motivo? Paini aveva detto basta ai No Tav, lui che, come spiega al Corriere della Sera è “comunista e No Tav da quando lui portava i pantaloni corti”. Giaglione è finita sotto la luce dei riflettori negli ultimi mesi, visto che si trova sull’unica strada per raggiungere il cantiere dell’Alta veloctità di Chiomonte. Sulla carta, Paini sostiene la Comunità montana e quindi il movimento No Tav, tanto da presenziare quasi sempre ai cortei e alle manifestazioni. Ma non ha più saputo accettare la situazione creatasi nel suo paese, dove è sorta una casetta abusiva fatta con assi di legno e lamiera poco distante dalle scuole.
“Intorno alla baracca gira brutta gente”, aveva detto. “Le mamme si sono lamentate, minacciano di far cambiare scuola ai bambini, e noi già facciamo i salti mortali per coprire le classi. Qui ci hanno lasciati soli con gente che fa davvero paura ma nessuno ha il coraggio di ammetterlo”. Apriti cielo. Il segretario provinciale ha reagito in maniera durissima: “Ogni ordinanza, divieto o provvedimento che possa limitare l’attività del presidio No Tav è incompatibile con l’appartenenza al partito, da sempre schierato con il movimento”.
Nessun chiarimento è stato possibile, anche perché Paini è convinto che il movimento si sia snaturato a causa di anarco-insurrezionalisti che arrivano da fuori e si mischiano alla popolazione locale. E alla fine non restano che parole amare, quelle del sindaco verso l’ex compagno: “In conclusione posso solo augurarti che un giorno tu abbia vergogna di questa sciagurata scelta. Ti giunga l’espressione del mio profondo disgusto”.
