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L’Italia supera decisamente la media Ocse nella tassazione su redditi, contributi previdenziali e in particolare sugli immobili. Solo su beni e servizi il peso del fisco si avvicina alla media Ocse. Come emerge dallo studio Revenues Statistics, pubblicato oggi dall’Ocse, l’Italia ha un’incidenza complessiva del fisco pari al 44,4% del Pil nel 2012, di quasi 10 punti superiore alla media Ocse (34,6%).
A comporre il quadro concorrono tasse su redditi personali e societari pari al 14,6% del Pil lo scorso anno, in crescita dal 13,9% del 2011, superiore alla media Ocse dell’11,4%. L’incidenza della tassazione sui contributi sociali è poi aumentata dal 12% del 2000 al 13,4% nel 2011, «ben oltre la media Ocse del 9,1%». Stabili le tasse su beni e servizi attorno all’11-12% del Pil, con l’11,2% del 2011 di poco superiore all’11% medio Ocse. Netta la differenza sugli immobili: le entrate fiscali dal settore sono state pari al 2,2% del Pil, «oltre il 20% in più rispetto alla media Ocse pari all’1,8%».
L’Italia è inoltre uno dei paesi che ha registrato il maggior incremento del rapporto tra entrate e Pil, con una crescita dell’1,4%, superata solo da Ungheria (+1,8%) e Grecia (+1,6%). I paesi dove invece il carico é calato di più sono Israele (-1%) Portogallo (-0,5%) e Regno Unito (-0,5%).
