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Da Evola a Krugman

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Sullo sfondo della crisi greca l’impietosa realtà di un’area in caduta libera

Ho già detto che se fossi greco voterei NO al referendum pur sapendo che verrei strumentalizzato: me l’imporrebbe la fierezza. Ho aggiunto che auspicherei che il NO perda di misura perché potrei liberarmi del Circo Tsipras e veder crescere Alba Dorata. In mezzo a un dramma? Certo perché sempre di dramma si tratta, la scelta infatti è tra la peste e il colera e i greci dopodomani staranno comunque peggio, a meno di non essere dopati da fuori, per un po’, da chi li andrà poi a svuotare del tutto.

Nella mia area – di parcheggio – piacciono i clowns
Concordo con chi, come Carlo Bonney, sostiene che questa pantomima potrà anche rappresentare un’occasione per una svolta inattesa, per una sorta di terza via tra qualunquisti trinariciuti e tecnoburocrati ottusi e che a quella si deve guardare, per quella ci si deve attrezzare.
Intanto scorro il net e leggo un’euforia scomposta, nonché un tifo inverecondo per i clowns di Syriza, da parte di gente che, non so bene tramite quali strade,  è arrivata alla mia area di pensiero, o forse sarebbe meglio dire a una comune area di parcheggio.
Perché dobbiamo essere onesti. Le idee e le proposte di chi ci ha preceduto, da un secolo fa fino agli anni settanta, sono state di avanguardia, ora invece noi siamo scimmie ammaestrate che inalberano tatuaggi e scritte sulle magliette ma che non solo non abbiamo idee, neppure proposte e, peggio, nessunissimo carattere.
Sul finire degli anni di piombo abbiamo mutuato nelle patrie galere la mentalità dei malandrini, poi nelle curve quella degli hooligans e degli ultrà. Ora ci stiamo innamorando del liberismo bottegaio Wasp. Ci siamo scoperti contabili, esperti economici, invero raffazzonati assai, e cosa opponiamo noi oggi alla regolamentazione dei mercati: la deregulation?  Accoppiata ovviamente, con disinvoltura cialtronesca, ad uno stato sociale che proprio la deregulation liquiderà.
L’esito greco potrà comunque aprire strade interessanti, anche e soprattutto per le idee che abbiamo dimenticato e che permangono a prescindere da noi, anzi, malgrado noi. Intanto, siamo però onesti e tracciamolo il bilancio: abbiamo fallito su tutta la linea.
Nazionalbottegai e neo-liberisti siamo diventati, ma con l’aggiunta di una demagogia sociale spiccia. Non contiamo sulle nostre forze ma su quelle di ipotetici liberatori, fino ad acclamare il revival dell’Armata Rossa e calunniare chiunque la contrasti nel nome della sua patria, del suo esercito e della guerra dei nostri padri e dei nostri fratelli maggiori. Incuranti del sangue dei popoli e degli eroi e dimentichi della nostra tradizione, non solo siamo diventati anti-europei ma in particolare anti-tedeschi.
Non pretendo che si compia lo sforzo mentale di andare a comprendere come stanno le cose e che ruolo ha la Germania oggi, anche rispetto alla Trojka, né perché l’attaccano, sarebbe sufficiente chiedersi chi da sempre è anti-tedesco per sapere per conto di chi si sta ululando.

Noi sciuscià
Quelli che ci dovrebbero “liberare” della Ue e dell’Eurozona, sono – come Tsipras e Varoufakis, coperti e benedetti da Paul Krugman, un santone della Reaganecomics.
Inquadrati da gente così, dalla finanza Wasp, dai sobillatori della City, invece di opporre a quest’Europa a metà un’Europa vera, più partecipata e meno democratica, più organica e meno federale, più dirigista e meno compromissoria, siamo diventati antieuropei (ovvero nemici della nostra stirpe e della nostra discendenza, sempre che riusciremo a garantircene una).  Capolavoro altrui e nostra strabiliante capacità: abbiamo iniziato a credere che il nostro nemico non siano gli angloamericani ma quelli che a loro son meno docili, cioè i tedeschi e che la nostra apocalisse non stia nell’atomizzazione che i primi ci vogliono imporre ma nel tentativo di farvi fronte.

Alla fonte del Danubio
L’altro giorno presso la fonte del Danubio, nella Foresta Nera, mi sono imbattuto in una pietra commemorativa con Croce di Ferro, la data 1939-1945 e la scritta Vergesset uns nicht! Non ci dimenticate!
Nella mia area di parcheggio ormai è andata: vi hanno dimenticati così come han dimenticato se stessi.
Diranno, come tutti i cacadubbi, tutti i reazionari spiccioli, tutti gli scettici, in breve tutti i vinti, tutti i neo-convertiti, tutti i trasformisti, tutti i transfughi, tutti gli ogm, che non è la stessa Germania. Ma no? Infatti ad essere rimaste le stesse sono l’Inghilterra e l’America, quelle per le quali – pur riempiendosi la bocca di inoffensive invettive antiNato – agiscono oggi i miei condivisori di parcheggio, in perfetta compagnia di Tsipras e della Boldrini. A ognuno il suo!
Ma il dna, quelli che ci hanno sempre combattuti, sanno bene cos’è: soltanto noi abbiamo creduto alla loro propaganda democratica ed egalitaria e non facciamo leva sulle forze profonde. Solo noi siamo degli autentici coglioni. O meglio, voi, perché io al dna resto saldo così come alla tradizione storica, sacrale, simbolica, apparente e discreta, che c’insegna che la civiltà è sempre e solo nell’asse romano-germanico e, va da sé, nella radice ellenica.

Guardando oltre il referendum
Non sappiamo come andrà il referendum greco. Luttwach sostiene con disprezzo che vinceranno i SI altrimenti i greci dovranno andare a lavorare. Questo è il modo in cui i nostri padroni ci considerano, mi auguro che abbiano torto. Il punto però è che se vincerà il NO bisognerà poi dargli un taglio da terza via e contrastare Syriza e, con essa, la sottomissione ellena alle piovre Wasp e cinese, lo slittamento greco in Turchia, la nazionalizzazione di un milione di extracomunitari e anche lo scioglimento probabile di Alba Dorata che, nell’euforia del successo, la sinistra cercherà di far fuori. E il processo è già in corso.  
Ciononostante i camerati di Alba Dorata – per loro il termine vale ancora – faranno il loro dovere fino in fondo. Rimbocchiamoci dunque le maniche per sostenere chi – per dignità e per onore – voterà NO andando incontro a rischi mortali.
Sì ma rimbocchiamoci le maniche chi? Il meno gente possibile:  quelli che non hanno mai dimenticato. 
In quanto agli altri? Non lo so: Zarathustra non può fare lo scacciamosche. 

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