
Almeno non abdica
Dopo il Vaticano II, che ha sgretolato la continuità secolare con la tradizione cristiana, varando la nuova religione del buonismo e della transigenza, da allora San Pietro è un susseguirsi di figuri che oscillano tra vescovi progressisti-marciatori (in Assisi), papi d’avanspettacolo e papi da loggia.
Mai, che ricordi, ci si era spinti sino a rifiutare messa e sepoltura ad un cattolico non suicida.
Priebke ha mostrato al mondo il vero volto della setta universalista: complice di crimini contro l’Europa, la lucrativa “religione dell’accoglienza”, inerme, quando non ancora complice, di fronte alla criminalizzazione dell’eterosessuale.
Oggi smette di benedire i morti, rifiutando stizzita e sdegnata. In perfetta comunità di carne e spirito con i fautori dell’ordine mondiale.
Il capitano Priebke era un cristiano scomodo, troppo fuori moda la coerenza, l’Onore, troppa luce quelle rune sul bavero.
Costoro, misericordiosi ed osservanti, dovrebbero ufficializzare la nuova osservanza, magari un nuovo Concilio, chè non è dato capire cosa significhi ancora quella croce, aldilà di un manieristico ripetersi di gesti vuoti e di tanto nauseante buonismo a senso unico.
Cresciuti tra chiese e campanili, battesimi comunioni e cresime, credo avremmo diritto a sapere.Don Floriano Abrahamowicz, che anche fra i suoi è l’ultimo custode della fede tradizionale, da anni predica il Cristo guerriero, difensore della fede. Un Cristo germanico, come quello che Carlo Magno fece digerire alle popolazioni pagane per soppiantare l’Olimpo nordico. Don Floriano non transige contro i falsari, i distruttori della famiglia, contro chi rifiuta sacramenti e sepoltura ad un soldato, contro chi protesta contro…i cadaveri.
Da non cristiano, sto con Don Abrahamowicz.
In difesa di una chiesa che, non è la mia, ma che non abdica alla propria causa.

