Avete voluto la democrazia l’8 settembre? Godetevela!
Vuoi sapere chi controlla la stampa? Chi decide cosa leggerai (o non leggerai) domani sul giornale?
Ecco la lista.
IL CORRIERE DELLA SERA: appartiene al gruppo internazionale Mediagroup e controlla altri giornali e riviste popolari come “Il Mondo”, “L’Europeo”, “Oggi”, “Visto”, “Novella”, “Max”. Nel suo consiglio di Amministrazione ci sono personaggi indissolubilmente legati all’élite finanziaria internazionale e ai suoi circoli mondialisti come John Elkan (Gruppo Bilderberg), Presidente di FIAT e di Exor; Carlo Pesenti, consigliere di Italcementi, Unicredit, Italmobiliare e Mediobanca; Berardino Libonati, consigliere di Telecom Italia e Pirelli; Diego Della Valle, possessore del 4% di Banca Nazionale del Lavoro, consigliere di Tod’s e Generali Assicurazioni, ex dirigente della Fiorentina coinvolto nello scandalo di Calciopoli; Renato Pagliaro, consigliere di Telecom Italia, Pirelli e Mediobanca.
LA REPUBBLICA: è il quotidiano del Gruppo l’Espresso di Carlo De Benedetti (Gruppo Bilderberg), ex amministratore delegato FIAT, banchiere, ex Vicepresidente del Banco Ambrosiano. Nel consiglio di Amministrazione del Gruppo l’Espresso siedono Sergio Erede, amministratore di Luxottica e Carlo Secchi ex Rettore della Bocconi e amministratore di Mediaset.
IL SOLE 24 ORE: ha nel suo consiglio di Amministrazione Luigi Abete, membro del Comitato Esecutivo dell’Aspen Institute Italia e Presidente della Banca Nazionale del Lavoro; fa anche parte del consiglio di Amministrazione della Carlo Erba Farmitalia; il fratello Giancarlo Abete (ex Presidente della Figc) è consigliere della Tod’s di Diego Della Valle.
L’UNITÀ: il quotidiano fondato da Gramsci e attualmente vicino al principale partito della sinistra italiana, il PD, ha come editore Nuova Iniziativa Editoriale SpA, il cui azionista principale è Renato Soru, Presidente e Amministratore Delegato della compagnia di servizi internet Tiscali Italia SpA. Renato Soru è apparso nella lista edita da “Forbes” come uno degli uomini più ricchi del mondo con un capitale stimato in 4 miliardi di dollari nel 2001. Negli ultimi anni la sua compagnia ha rilevato sei compagnie telefoniche in Germania, Francia, Svizzera, Belgio e Repubblica Ceca.
LIBERO (testata di destra) e IL RIFORMISTA (testata di sinistra): hanno lo stesso editore, Giampaolo Angelucci, proprietario di un impero fatto di cliniche e strutture sanitarie, fra cui l’Ospedale San Raffaele di Roma; condannato agli arresti domiciliari per falso e truffa ai danni delle ASL.
IL MESSAGGERO di Roma, IL MATTINO di Napoli, IL GAZZETTINO di Venezia e IL NUOVO QUOTIDIANO DI PUGLIA: sono quotidiani editi dalla Caltagirone Editori (Club Bilderberg) di proprietà della Famiglia Caltagirone (Grandi Opere, cementifici, immobili). Francesco Gaetano Caltagirone, anche noto come Franco (Roma, 2 marzo 1943), è un imprenditore italiano a capo di uno dei più importanti gruppi industriali italiani, con un fatturato globale di circa 1,7 miliardi di euro e oltre cinquemilaseicento dipendenti; le sue ricchezze ammontano a circa 2,6 miliardi di dollari, questo fece di lui nel 2008 il decimo uomo più ricco d’Italia e il quattrocentoquarantaseiesimo uomo più ricco del mondo. Siedono nel consiglio di Amministrazione di Caltagirone Editore Azzurra Caltagirone, moglie dell’onorevole Pierferdinando Casini e Francesco Gaetano Caltagirone consigliere di Monte dei Paschi di Siena e di Generali Assicurazioni.
IL GIORNALE: edito dal Gruppo Mondadori è il quotidiano della famiglia Berlusconi.
IL RESTO DEL CARLINO di Bologna, LA NAZIONE di Firenze e IL GIORNO di Milano: appartengono alla Poligrafici Editoriale, collegata a Telecom Italia, Generali Assicurazioni e alla Premafin della famiglia Ligresti. Salvatore Ligresti è stato membro del consiglio di amministrazione di Unicredit, è Presidente onorario di Fondiaria SpA, gruppo assicurativo torinese quotato alla Borsa di Milano e controllato dalla famiglia Ligresti; è coinvolto nei più rilevanti interventi urbanistici a Milano (Expo, Fiera e Garibaldi-Repubblica), di Firenze (Castello e >Manifattura Tabacchi) e di Torino.
Tutte le aziende citate sono direttamente collegate fra di loro: grande finanza, banche, assicurazioni, telecomunicazioni, cementifici, costruzioni, farmaceutica, acciaierie, pneumatici, moda. Mentre nelle dittature il popolo è sempre consapevole di essere oppresso e l’ordine deve necessariamente essere mantenuto con la forza, nei regimi dove vige la “democrazia rappresentativa” il sistema sociale è stabile poiché il controllo sull’informazione e sul consenso avviene in maniera occulta, proprio per lasciar credere alla popolazione di vivere in un mondo libero. Sappiamo quindi da decenni che i media sono tutti intestati a partiti politici a loro rappresentanti e loro familiari, attingono notizie da un’unica fonte, l’ANSA, fondata da Henry Kissinger, membro del Gruppo Bilderberg. Di seguito un elenco (lacunoso) dei giornali associati all’ANA: L’Adige, Alto Adige, L’Arena, Avvenire, Bresciaoggi, Il Centro, Corriere della Sera, Corriere dello Sport, La Gazzetta dello Sport, Gazzetta di Mantova, Nuova Gazzetta di Modena, La Nuova Ferrara, Gazzetta di Parma, Gazzetta di Reggio, Il Gazzettino, Il Giornale, Giornale di Brescia,, Giornale di Sicilia, Il Giornale di Vicenza, Il Mattino di Padova, Il Messaggero. Messaggero Veneto, La Nazione, Il Piccolo, La Prealpina,, La Provincia, La Provincia (di Cremona), La Provincia Pavese, Il Resto del Carlino, La Sicilia, Trentino, La Tribuna di Treviso, La Repubblica, La Nuova Sardegna, L’Unione Sarda, L’Unità, La Nuova Venezia. Allora, che ne dite? Se tutti o quasi i giornali italiani propongono le notizie provenienti da un organo governato ad arte per pilotare l’informazione, quale differenza di opinione volete che ci sia nelle notizie? Se la stampa italiana si abbevera e rumina le stesse notizie dalla stessa fonte, quale pluralità di opinioni e di notizie volete che ne esca?
