giovedì 19 Febbraio 2026

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Non solo abbiamo la più alta pressione fiscale del mondo ma paghiamo di fatto la benzina più cara d’Europa

 

Nella corsa ai rincari del carburante che induce molti italiani a centellinare l’impiego dell’auto e dà un robusto contributo all’inflazione per la sua influenza sul costo dei trasporti(e di conseguenza su tutti i beni che entrano nelle nostre case), c’è un solo vincitore: il Fisco.
Conferme. È un fatto di cui tutti siamo consapevoli, ma a dargli concretezza statistica – e a definirlo nei dettagli – contribuisce il Centro Studi Promotor GL events la cui banca dati, pur rilevando un calo dei consumi che nei primi dieci mesi dell’anno è stato pari al 10%, sottolinea come la relativa spesa sia invece cresciuta del 6,9%, arrivando alla bella cifra di 56,8 miliardi, 3,7 in più rispetto a quanto consuntivato nello stesso periodo dell’anno scorso. La parte del leone. Se si compra di meno e si spende di più, vuol dire che i prezzi sono aumentati. Il ragionamento è lapalissiano, ma questa volta non siamo di fronte alla solita speculazione di cui vengono regolarmente accusati i soliti noti: la responsabilità è tutta di tasse e accise, visto che la fetta più grossa di quanto paghiamo al distributore viene divorata dal Fisco, che nei primi dieci mesi ha intascato il 54% (30,7 miliardi) della spesa complessiva. Ben 4,1 miliardi in più rispetto all’anno precedente, con una crescita del 15,5%, mentre i 26,1 miliardi della componente industriale (cioè la quota destinata all’apparato industriale e distributivo) equivalgono a un calo dell’1,7%.
Italia da record. In questo quadro di forte penalizzazione non solo del mercato automobilistico, ma anche della stessa industria petrolifera, particolare interesse suscita la classifica europea dei costi del carburante realizzata dal CSP GL events elaborando i dati ufficiale della Commissione Europea. Questa graduatoria è una delle poche in cui il nostro Paese non occupa le posizioni di coda. Anzi, detiene una leadership difficilmente attaccabile. Per quanto riguarda la benzina senza piombo, ad esempio, con un prezzo medio al consumo di 1,795 euro siamo i primi a livello continentale, mentre l’Olanda (1,775) e la disastrata Grecia (1,725) ci fanno compagnia sul podio. Tanto per dare un’idea, gli altri principali mercati dell’auto (Regno Unito 1,703, Germania 1,612, Francia 1,502 e Spagna 1,392) seguono a distanze a volte abissali.
Caro diesel. Classifica più… deludente (si fa per dire), ma sempre di eccellenza per quanto riguarda i prezzi del gasolio per autotrazione. Qui i nostri 1,732 euro al litro ci collocano al secondo posto (ma con un paio di accise potremmo puntare al sorpasso) alle spalle del Regno Unito (1,777) e davanti alla Svezia con 1,698. Più lontani gli altri big: Germania 1,517, Spagna 1,385 e Francia 1,378.

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